Dopo le infelici dichiarazioni di Ferrigno la società abbassa i prezzi in vista del derby col Messina. Ma i tifosi si riconquistano col cuore e l’orgoglio, non con qualche euro.

CATANIA – Le repliche alle dichiarazioni shock del collaboratore dell’area tecnica del Catania, Fabrizio Ferrigno subito dopo il derby perso contro l’Akragas non si sono fatte attendere. Uscita poco tempestiva quella del dirigente etneo, arrivata proprio nel momento in cui si annunciava un silenzio stampa che col senno di poi forse era meglio cominciare già dal fischio finale dell’arbitro Viotti.

L’infelice Ferrigno, infatti, probabilmente a causa della cocente delusione per quanto successo sul rettangolo verde dello stadio “Esseneto”, ne ha sparate tante, alcune davvero pesanti nei confronti di una certa categoria di tifosi, ma anche nei riguardi dei giornalisti. Tutti colpevoli, nessuno escluso. Perché, a suo dire, non tutti tengono alle sorti dei rossazzurri, c’è qualche famelica “cucca” dai poteri soprannaturali. La città dell’Elefante non ci sta, il tifo si mobilita. Ironica, ma brutale la reazione dei gruppi organizzati che sulla pagina Facebook “La domenica allo stadio”  hanno cominciato ad intasare la propria bacheca di post con le citazioni dei protagonisti delle ultime annate del Catania. Da Pulvirenti e Cosentino a Ferrigno, senza offendere ma facendo trapelare una sfiducia totale nei confronti della società.

Sembra tardi per proporre a partire dalla prossima gara casalinga di campionato biglietti a prezzi stracciati (4 euro per le curve, 7 per la tribuna B).

“La conquista della permanenza è il nostro obiettivo e la partecipazione emotiva dei tifosi del Catania, sempre garantita in nome di un amore sincero e incondizionato, è una spinta essenziale: nel momento decisivo della stagione, il Calcio Catania non dimentica di ringraziare i sostenitori che hanno assicurato un’affluenza straordinaria in occasione delle prime 13 partite interne del Campionato Lega Pro 2015/16 ed invita tutti i catanesi allo stadio, riducendo sensibilmente i prezzi dei biglietti validi per assistere alle ultime quattro gare stagionali dei rossazzurri al Massimino”. Questo è quanto si legge nella nota diffusa sul sito ufficiale del club. Un tentativo di avvicinamento dovuto dopo la bufera che tutto si è portato via.

Felice per la vittoria dei suoi e al tempo stesso irritato per le uscite di Ferrigno, anche il tecnico dell’Akragas, Pino Rigoli, con l’educazione e la correttezza che da sempre lo contraddistinguono non le ha mandate a dire. “Meglio che parli di calcio, una società blasonata come il Catania non può abbassarsi a simili commenti. Di solito chi perde fa i complimenti a chi vince…”.

Insomma, se già di per sé la compagine etnea viveva un momento particolarmente complicato, dopo quanto affermato ieri in sala stampa l’apatia nei confronti della dirigenza rossazzurra aumenta a dismisura e allarga i propri confini… Ora, nel silenzio annunciato, fino al termine di questo ennesimo campionato difficile meglio mettersi a pedalare, squadra e dirigenza, per ottenere sul campo la salvezza, obiettivo minimo ed unico della stagione. “C’è un gruppo di lavoro, c’è una squadra che deve salvarsi. Di componenti meglio parlare in futuro”, Pitino dixit.

Come Ferrigno nella sua arringa ieri si chiedeva “Chi è che decide? Io o l’arbitro?” a proposito degli errori commessi dal direttore di gara, oggi noi chiediamo a lui.. “Ci scusi, ma chi è che costruisce la squadra… chi la manda in campo, chi gioca per 90 e più minuti per PROFESSIONE? A chi tocca vincere sul campo? Alla tifoseria, ai giornalisti e agli arbitri? Oppure al Catania Calcio, dirigenza e squadra?”.

Tutti a difendere la squadra, da Pancaro a Ferrigno. Squadra indifendibile, però. La carota non è servita, si provi col bastone: dopo il silenzio stampa si imponga la maglia mimetica, senza i colori rossazzurri, ai calciatori. E la fascia di capitano al più giovane in campo.

 

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