CATANIA – “Non ho tagliato un nastro ma ho sciolto l’ultimo nodo che legava una delle grandi incompiute di Catania”.
Lo ha detto il sindaco Enzo Bianco inaugurando il Centro Direzionale di San Leone, nel cuore dell’omonimo quartiere, all’interno di un’area di circa 12.000 metri quadrati, in buona parte a verde, dove da oggi sono ospitati i Servizi demografici (Anagrafe, Stato Civile, Ufficio elettorale, Toponomastica), i Servizi di Decentramento e Statistica e alcuni servizi del Corpo della Polizia Municipale, per un totale di 160 dipendenti. Qui si trova anche la sede catanese del Distretto della Sicilia del Sud-Est e dell’associazione di volontariato Misericordia.

“Nella mia precedente sindacatura – ha detto Bianco – avevo pensato di realizzare qui a San Leone un centro direzionale al servizio di tutta la città per alleggerire il centro storico dalla presenza di uffici ingombranti e che richiamano traffico. E soprattutto per riparare in parte allo sventramento, alla fine degli anni Cinquanta, del vecchio quartiere San Berillo che portò qui, nel nuovo San Berillo e a San Leone, migliaia di catanesi con un’urbanizzazione caotica. Per questo esodo forzoso la città ha sempre avuto un debito verso questo quartiere. Sono passati quasi quindici anni dall’inizio dei lavori, ci sono state una serie di circostanza negative ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Oggi Catania ha un centro direzionale tra i più belli di tutte le città italiane, in un quartiere che è insieme nel centro ma anche nella periferia della città”.
Il Sindaco ha visitato tutti e cinque i padiglioni del Centro direzionale, contraddistinti da lettere e da una segnaletica colorata, per portare un saluto ai 160 dipendenti comunali ospitati nella struttura. Poi, nel corso della cerimonia all’interno dell’auditorium gremito di ragazzi dell’Istituto comprensivo Montessori-Mascagni, Bianco ha ribadito la soddisfazione per come sia stata vinta “una battaglia contro mille difficoltà”.
“Catania – ha detto Bianco – ha adesso una struttura adeguata al servizio di tutti i cittadini ma in particolare dei diversamente abili. Qui si trova infatti lo Sportello H e chi ne avrà bisogno potrà godere di un’assistenza particolare, grazie ai volontari, senza bisogno di girare tra gli uffici per sbrigare le pratiche, come meritano quei cittadini che hanno bisogno di un sorriso e di un aiuto. Catania rinasce anche grazie a queste iniziative”.

Il vicesindaco Marco Consoli, assessore ai Servizi demografici e alla Polizia municipale, ha ricordato come le operazioni di trasloco siano state possibili “grazie alla sinergia tra dirigenti, funzionari e impiegati dei Servizi demografici e del personale della Multiservizi”.
Consoli ha ricordato come nel Centro direzionale trovino posto gli archivi cartacei dell’Anagrafe, con la storia delle famiglie catanesi, custoditi un’area a prova d’incendio e dotata di un sistema di spegnimento automatico a gas.
Il presidente della Quinta Circoscrizione Orazio Serrano ha parlato di “giornata da ricordare” ringraziando per il suo impegno il sindaco Bianco.
“Stiamo inaugurando – ha detto – una magnifica struttura che sembrava stregata e invece è finalmente diventata una realtà. Il Centro direzionale sarà il volano per il rilancio del quartiere: i 160 dipendenti comunali che lavoreranno qui rappresentano per noi un’autentica ricchezza”.

Nel corso della cerimonia inaugurale – alla presenza degli assessori Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Salvo Di Salvo, Orazio Licandro e Valentina Scialfa, del direttore generale Antonella Liotta, della vicepresidente del quartiere Maria Grazia Felicioli, dei consiglieri circoscrizionali, dei presidenti di Municipalità Emanuele Giacalone, Lorenzo Leone e Salvo Rapisarda, dei consiglieri comunali Ersilia Saverino, Elisa Vanin, Nuccio Lombardo, Salvo Spadaro, del presidente dell’Amt Carlo Lungaro e della Multiservizi Michele Giorgianni – è stata ripercorsa la storia del Centro direzionale di San Leone, ideato nel 1997-98. Il progetto fu poi approvato nel 2003 con una determina dirigenziale e i lavori, appaltati nel 2006 per un importo di 5,2 milioni di euro, proseguirono regolarmente fino al 2009, quando furono sospesi per un’informativa antimafia nei confronti dell’impresa capofila dell’Ati che se li era aggiudicati. Nel 2010 il Tribunale dichiarò il fallimento della ditta e nel 2011 subentrò un’altra azienda dell’Associazione temporanea di imprese. A questa il Comune propose delle variazioni di lavori visto che, nel frattempo, era stato deciso di destinare il plesso a ospitare i Servizi demografici.

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