“L’Università, con le sue competenze e le sue professionalità, deve dare il proprio contributo alle questioni più importanti per lo sviluppo del nostro territorio, insieme alle altre istituzioni e parti sociali, soprattutto in un momento così complicato”. Con queste parole il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro ha accolto i rappresentanti delle segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, nel corso di un incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella sede del Palazzo centrale e al quale erano presenti per la CGIL Rosaria Leonardi, per la CISL la segretaria provinciale Rosaria Rotolo e la segretaria del comparto Università Antonella Lanzafame e per la UIL il segretario provinciale Fortunato Parisi, il componente della segreteria Salvo Bonaventura e il segretario del comparto Università Nino Gatto.

Un incontro, al quale hanno partecipato anche il prorettore Alessandra Gentile, il delegato ai rapporti con il personale tecnico e amministrativo Antonio Pioletti, la delegata alla didattica Bianca Maria Lombardo e la delegata alla ricerca Stefania Stefani, nel corso del quale è emersa la volontà,  più volte scandita dal rettore, di porre l’Ateneo al centro del territorio cittadino, come “punto di riferimento della città metropolitana etnea”.

La prima questione affrontata dal rettore è stata quella relativa al precariato storico dell’Ateneo, con la rassicurazione alle parti sociali intervenute che “entro fine mese saranno assegnati alle liste di stabilizzazione del personale tecnico amministrativo i punti organico residui del 2013. Nelle prossime settimane – ha aggiunto Pignataro – programmeremo le risorse 2014-2015, per definire quante assegnarne al personale tecnico-amministrativo e quante alla docenza. Inoltre, ho chiesto agli uffici competenti un censimento di tutte le forme di precariato presenti al momento all’interno della nostra Università, in modo da avere un quadro più preciso della situazione e capire come gestire il fenomeno”.

Per quanto riguarda le altre problematiche occupazionali, il rettore ha ricordato che l’Università ha accettato l’invito a partecipare al tavolo costituito in Prefettura per affrontare alcune situazioni di crisi che si protraggono ormai da anni, ed è pronta a dare il proprio contributo. “Più in generale – ha precisato il prof. Pignataro − l’Ateneo intende farsi parte attiva per contribuire, con le proprie competenze, ad un progetto di sviluppo del territorio”.

Di più, l’incontro con le organizzazioni sindacali è stato utile al rettore anche per illustrare il progetto relativo al parco scientifico “naturale” nell’area di via Santa Sofia: “In questo luogo  – ha affermato Pignataro – abbiamo una significativa concentrazione di strutture di ricerca: i Laboratori Nazionali del Sud, l’Infn, i nostri laboratori della Cittadella, i laboratori tecnologici di Ingegneria e i laboratori di Agraria. A breve, inoltre, saranno attive le Torri Biologiche, e una nuova sede del Cnr.  L’Università, sempre con il supporto delle istituzioni e delle parti sociali, deve sfruttare questa aggregazione per portare avanti il suo progetto di trasferimento tecnologico, utile per tutte le aziende presenti nel territorio, per le future startup e per quelle imprese che vogliono investire a Catania”.

Il rettore ha concluso il suo intervento con un invito ai sindacati: “Difendete, anche a livello nazionale, l’importanza della ricerca scientifica e delle università per il futuro del nostro Paese. Negli ultimi cinque anni gli atenei hanno avuto un taglio dei fondi pari al 15%. Noi facciamo di tutto per migliorare l’attrattività dell’Università di Catania, attraverso nuovi meccanismi di valutazione della didattica e della ricerca, ma è chiaro che senza fondi il sistema rischia di implodere”. Un invito, quest’ultimo, subito colto dai rappresentanti sindacali presenti che hanno auspicato la formazione di un tavolo permanente con l’Ateneo.

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