In città clima di grande tensione: la tifoseria chiede un confronto con Pulvirenti. La gente non vuole che la proprietà del club sia ancora nelle mani dell’ex presidente.

di Gianluca Virgillito

Teramo, Savona, Barletta, Brindisi, Torres, Vigor Lamezia e Catania rischiano la retrocessione. La Procura Federale ha infatti chiuso le indagini, delineando il quadro generale. Per le sette squadre sopra citate sarebbe stata individuata responsabilità diretta nell’illecito. Ci si prepara ai deferimenti, che saranno più di 100 per 36 società coinvolte per illecito sportivo, associazione finalizzata all’illecito e divieto di scommesse. La macchina organizzativa della Procura sportiva lavora per chiudere in tempi brevi e arrivare all’inizio dei campionati con le sentenze già in archivio. Processo di primo grado entro Ferragosto, secondo grado entro la fine del mese.

Per quanto riguarda il Catania i personaggi coinvolti nel processo saranno Pulvirenti, Cosentino, Delli Carri, Arbotti, Impellizzeri e Di Luzio. Le gare incriminate quelle contro Avellino, Varese, Trapani, Latina, Ternana e Livorno. Si specifica che i tentativi di combine sono avvenuti con il concorso di persone non ancora identificate con certezza, per cui le indagini sono in questo caso ancora in corso.

SITUAZIONE CATANIA. Che sarebbe stata un’estate rovente, piena di colpi di scena e terremoti che avrebbero destabilizzato la città lo si è capito dal 23 giugno, data in cui per i catanesi è cominciato l’incubo. Lo spettro della Lega Pro è sempre in agguato e la chiusura delle indagini della Procura Federale con tanto di individuazione di responsabilità diretta per il sodalizio etneo non fa altro che avvalorare l’ipotesi che il Catania riparta dalla terza divisione.

Delineare adesso un percorso mirato al futuro risulta praticamente impossibile, ma anche a bocce ferme e sentenze in archivio, l’impressione è che l’attuale proprietà non possa andare a lungo avanti. Come dichiarato nella discussa conferenza stampa di Nino Pulvirenti dallo stesso ex presidente “il Catania è anche una cosa pubblica, per cui è giusto che i tifosi assistano ad eventuali trattative e offerte per rilevare le quote di maggioranza”. Non è assolutamente da sottovalutare allora il fatto che la gente non abbia nessuna intenzione di vedere ancora legato al Catania il nome di Pulvirenti, sia egli parte della società o meno. Difficile immaginare che 10.000 tifosi mettano mani al portafogli per abbonarsi sapendo dove i soldi andranno a finire. Che il rapporto tra la proprietà e la tifoseria sia distrutto e probabilmente non ricostruibile è ormai evidente, anche se attraverso un post sulla pagina Facebook “Quando saremo tutti nella Nord” una nutrita rappresentanza chiede un confronto face to face per parlare degli ultimi due anni e del futuro. Una situazione che fa male soprattutto al club. “Siamo rimasti colpiti dalla voglia di trasparenza di Pulvirenti, che voleva incontrare i presunti acquirenti in diretta streaming. La condividiamo.
Perciò gli facciamo una proposta, che per lui sarà anche l’opportunità di praticare questo istinto alla trasparenza – non sia mai che lui vuole esserlo e non gliene si dà la possibilità -.
CONVOCHI UN INCONTRO, DOVE E QUANDO VUOLE LUI, CON I TIFOSI. E IN DIRETTA STREAMING PARLIAMO DI COSA È SUCCESSO IN QUESTI DUE ANNI”. Pulvirenti risponderà all’invito rivoltogli dai tifosi o rimarrà in silenzio davanti al loro appello come è successo in altre occasioni?

La speranza di tutte le componenti in gioco è comunque quella che un importante investitore si faccia avanti per trattare con Pulvirenti. Le pretese saranno elevate, questo lo si è capito chiaramente lunedì pomeriggio quando è stato illustrato il progetto per il nuovo stadio. Le mosse dell’imprenditore catanese hanno acceso una nuova miccia di una bomba che potrebbe a breve esplodere. La cordata messa in piedi dal sindaco Bianco che a nome del comune avrebbe dovuto trattare con Pulvirenti secondo una comunicazione ufficiale si sarebbe ritirata ancor prima di sedersi faccia a faccia e discutere di prezzi e possibilità reale di cessione del pacchetto di maggioranza. Sarà che il sindaco si sia realmente indispettito per le dichiarazioni di Pulvirenti, sarà che realmente le pretese di quest’ultimo siano eccessive, ciò che fa più rumore è che il futuro del club sia appeso ad un filo.

Dal punto di vista societario, con il nuovo organigramma in fase di redazione e con un progetto tecnico ancora tutto da delineare la fa ancora da protagonista il mercato in uscita. La risoluzione di Spolli non ha fatto che alimentare il malcontento della gente. Per quale motivo risolvere il rapporto con un giocatore richiesto sul mercato? Tra pochi giorni gli attuali tesserati del Catania si incontreranno a Torre del Grifo sotto la guida di mister Pancaro. La sensazione è che il nuovo tecnico dovrà lavorare con calciatori che non faranno parte dell’organico della prossima stagione, anche se è probabile che molti giovani della Primavera e che qualche elemento che nella scorsa stagione è stato spesso promosso in prima squadra vedano la definitiva consacrazione.

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