CATANIA − “Informazione e Mafia”, è il tema del convegno che si svolgerà a Catania martedì 27 Ottobre, alle 10,30, presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali di Via Vittorio Emanuele 49. Una manifestazione organizzata dall’associazione Orbis e dalla fondazione “La città invisibile”. Il convegno sarà moderato da Gabriele Barbagallo, che vedrà la partecipazione di “esperti del settore” e che viene allestita nell’ambito della presentazione della “graphic novel” sul primo giornalista assassinato in Sicilia: “Cosimo Cristina. Il cronista-ragazzino ucciso dalla mafia” (Round Robin), con testi di Luciano Mirone, disegni di Antonio Bonanno, prefazione di Gian Carlo Caselli. All’evento partecipano Giacomo Pignataro (Rettore dell’Università di Catania), Giuseppe Barone (direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali); Enzo Guarnera (avvocato), Rosario Mangiameli  (docente di Storia dell’Italia Contemporanea), Saverio Masi (maresciallo dei Carabinieri e caposcorta del PM palermitano Nino Di Matteo); Nicolò Marino (magistrato); Alfia Milazzo (presidente della fondazione La Città Invisibile); Guido Nicolosi (docente di Sociologia della comunicazione); Riccardo Orioles (giornalista de I Siciliani) e Rita Spagnolo (consigliere del Corso di Laurea presso Sociologia e Serv. Sociali).

Nel corso del convegno saranno proiettate l’ultima intervista che Giuseppe Fava rilasciò ad Enzo Biagi pochi giorni prima di essere ucciso, e una quarantina di tavole della graphic novel su Cosimo Cristina, che daranno lo spunto per sviluppare il dibattito. Un dibattito in cui si parlerà anche degli altri giornalisti assassinati in Sicilia (Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano) per parlare dello stato dell’informazione oggi, sia nella nostra Isola, che nel resto d’Italia.

“COSIMO CRISTINA. IL CRONISTA RAGAZZINO UCCISO DALLA MAFIA”

LA VICENDA

“Vai avanti, ti raggiungo a casa fra poco”, disse ad Enza, la sua fidanzata. Doveva giocare la schedina del Totocalcio. Non tornò mai più. Il suo corpo fu ritrovato due giorni dopo in una buia galleria ferroviaria. Aveva 25 anni. Si chiamava Cosimo Cristina. Era un  giornalista brillante. Corrispondente de L’Ora di Palermo, collaborava con i maggiori quotidiani italiani fra cui il Corriere della sera. Fu ucciso a Termini Imerese, la sua città, nel 1960. Lo fecero passare per suicida e gli negarono il funerale in chiesa. Gli assassini la fecero franca. La vita e le passioni di questo ragazzo, gli intrighi per cancellare le tracce del suo assassinio, i tentativi di riaprire l’inchiesta, sono ricostruiti in questa graphic novel scritta da Luciano Mirone e illustrata da Antonio Bonanno.

IERI E OGGI

Dopo Cosimo Cristina sono stati uccisi in Sicilia altri sette cronisti che non accettavano la censura imposta dalla mafia. Queste “Vite rubate” saranno ricordate nel corso del convegno, assieme alle “Vite rubate” di tanti altri giornalisti che, pur rimanendo vivi, subiscono intimidazioni, minacce e abusi di ogni tipo, specie in una Terra come la Sicilia.

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