CATANIA − Le annose e gravi problematiche in cui versano i lavoratori dell’istituto IPAB Regina Elena sono state al centro di un vertice in prefettura svoltosi ieri mattina e al quale hanno partecipato FP CGIL, UIL FPL, l’Assessore comunale ai Servizi sociali Angelo Villari, il Commissario regionale dell’Ipab Gaspare Maggio, il funzionario della Ragioneria dell’Ipab Di Mauro.
I segretari sindacali Carmelo Distefano della FP CGIL e Luca Crimi della UIL Fpl hanno rappresentato ai presenti le seguenti criticità: innanzitutto la grave questione di crisi economico-finanziaria in cui versa l’Ente, a causa della drastica riduzione delle risorse regionali, e la condizione di crescente esasperazione che i lavoratori sono costretti a vivere giornalmente, in conseguenza delle numerose mensilità non percepite (a tutt’oggi 18 mensilità) gravata da un atteggiamento, a dir poco, di manifesta indifferenza del Governo regionale che, a distanza di anni e anni, non è stato ancora capace di partorire l’annunciata riforma; i rappresentanti sindacali hanno puntato il dito contro la colpevole e mancata erogazione da parte dell’Amministrazione Comunale di Catania di tutte le dovute e consistenti spettanze all’istituto IPAB Regina Elena di Catania afferenti agli anni 2014 e al 2015. Inoltre è stato evidenziata la necessità di attivare un tavolo con i responsabili di tutte le IPAB territoriali con la presenza delle alte burocrazie nonché dei livelli politici regionali
Alla luce di ciò Distefano e Crimi hanno chiesto al Prefetto di voler intervenire autorevolmente secondo le Sue competenze per sollecitare all’amministrazione comunale di Catania la necessità di avviare con somma urgenza gli idonei adempimenti necessari per la liquidazione di tutte le spettanze dovute all’Ipab per gi anni 2014 e 2015, a partire immediatamente, in questa fase, dalla liquidazione dell’importo di circa 300.000 euro afferente l’anno 2014.

Ciò ber dare una boccata di ossigeno al personale, al fine di non aggravare ulteriormente lo stato di prostrazione dei lavoratori che, pur se gravati dal mancato pagamento degli stipendi nella misura di decine e decine di mensilità, non hanno mai smesso – con immani sacrifici e con estremo senso di responsabilità – di lavorare e di garantire i servizi essenziali rivolti agli assistiti.
Al Commissario regionale le organizzazioni sindacali hanno chiesto di voler completare, qualora non ancora definita, l’attività di verifica della gestione contabile dell’ENTE dandone opportuna contezza alle OO. SS. CGIL e UIL richiedenti.
Il Commissario regionale Gaspare Maggio ha dichiarato che fornirà ai sindacati le debite informazioni e documentazioni e in particolare ha richiesto l’autorevole intervento del . Prefetto: un intervento imprescindibile per fronteggiare l’attuale situazione finanziaria dell’Ente che è oramai prossima al definitivo collasso finanziario principalmente a causa delle mancate rimesse del Comune: dunque, per evitare di “chiudere“ con il rischio davvero pesantissimo di “mettere sulla strada” gli assistiti, occorre almeno che il Comune di Catania nella persona dell’Assessore ai Servizi sociali provveda tempestivamente ad attivarsi per reperire risorse necessarie, in questa fase, almeno per l’importo di 100.000. euro, indispensabili per portare avanti in qualche modo l’attività dell’Ente.
L’assessore Villari che ha manifestato solidarietà ai lavoratori dell’IPAB, ha informato il Prefetto, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dell’Ipab di essersi già attivato tempestivamente nella giornata di ieri per l’ immediato avvio delle complesse procedure correlate all’iscrizione nei debiti fuori bilancio delle somme dovute all’Ipab per il 2014; inoltre si rende disponibile ad affrontare la discussione riguardo alla questione dell’anno 2015. L’assessore ha anche chiesto al Commissario di formulare per iscritto ed analiticamente ogni criticità manifestata e di specificare l’entità delle spettanze relative ai mancati pagamenti del 2014 e del 2015.
“Le OO.SS., tuttavia, mantengono lo stato di agitazione e indicono sin d’ora lo sciopero dei lavoratori se entro giorni 5 non riceveranno risposte positive a quanto richiesto”, dicono Gaetano Agliozzo della FP CGIL e Stefano Passarello della UIL FPL.

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