Il sindaco, “Il nostro obiettivo è quello di garantire un reinserimento definitivo nel mondo del lavoro”. Dell’elenco fanno parte 104 lavoratori usciti da diversi anni dal mondo produttivo per licenziamenti o mancati rinnovi contrattuali in aziende private o partecipate e che hanno   trovato occupazione

CATANIA – “Il nostro obiettivo è quello di garantire un reinserimento definitivo nel mondo del lavoro”. Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco incontrando nel Salone Bellini i lavoratori del cosiddetto “Bacino prefettizio”, usciti da diversi anni dal mondo produttivo – per licenziamenti o mancati rinnovi contrattuali in aziende private o partecipate – e inseriti in questa speciale lista tre anni fa. L’elenco, di 104 lavoratori, era stato stilato dopo un tavolo aperto in Prefettura su richiesta del sindaco Bianco. Si erano confrontati sindacati e varie parti datoriali sotto il coordinamento della Prefettura. A seguire i lavori, su delega del primo cittadino, è stato in questi anni il vicesindaco Marco Consoli, presente alla riunione di oggi con l’assessore Rosario D’Agata. C’erano inoltre i commissari di Ipi e Oikos Carlo Gualdi e Riccardo Tenti, Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Fortunato Parisi e Giovanni Musumeci,  segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, il capo di gabinetto del Sindaco Beppe Spampinato e il consulente Francesco Marano.
Tra i lavoratori del “Bacino prefettizio”, 21 hanno trovato lavoro a tempo indeterminato nella Cooperativa che gestisce il parcheggio Amt di Fontanarossa e nella Sims e altri 83 sono occupati a tempo determinato nell’ambito della Nettezza urbana.
Il Sindaco ha ricordato come in dicembre si fosse corso il rischio di non poter rinnovare molti contratti. Poi, grazie al concorso di tutte le istituzioni coinvolte, si è trovata una soluzione che ha consentito di prorogarli intanto fino alla fine di marzo.
“Noi – ha detto Bianco – continueremo a lavorare perché possiate tornare a pieno titolo nel mondo del lavoro. Quello che vi chiedo è soltanto di continuare a fare il vostro dovere per la città”.

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