CATANIA – Un altro pedone viene investito mentre attraversa i segnali pedonali alla circonvallazione trasformatasi per molti automobilisti e per l’assenza di semafori trasformati in rotonde, in semafori pedonali  e i sovrapassaggi o sottopassaggi per pedoni  in una vera e propria autostrada dove incivili automobilisti, e alcuni potenzialmente criminali, fanno a gara per correre più forte senza poi poter frenare in tempo quando si trovano davanti pedoni che cercano di attraversare tale strada: una sorta di ‘ roulette russa’.

Da tempo, afferma Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia,  denunciamo la scomparsa o l’invisibilità delle strisce pedonali e quant’altro mette a rischio l’incolumità di cittadini indifesi. Perché si deve attendere  all’infinito un ennesimo incidente per tentare di riflettere sui rischi che corrono giornalmente i cittadini pedoni (ma anche ovviamente  ciclisti) di ogni età  nella nostra città, mai a misura d’Uomo nè tanto meno di bambini, ma di automezzi? Da tempo segnaliamo anche a mezzo stampa tali rischi e i numerosi incidenti che non vengono ripresi dagli organi di stampa perché passano sotto traccia e non denunciati ai giornalisti. Tanti di questi sono gravi come accade periodicamente sulle strade della città trasformate in off limit per i pedoni ovvero vere e proprie roulette russe per chi si trova ad attraversarle. L’assenza di contravvenzioni da parte degli organi competenti nei  confronti di chi non permette l’attraversamento sulle strisce pedonali dando l’impressione che tale reato stradale non esista.E’ evidente la pochezza di segnali pedonali, orizzontali e verticali, rialzati rispetto al manto stradale e di semafori pedonali acustici e sottopassaggi o sovrappassi che dovrebbero essere sempre presenti nelle arterie dove non vengono rispettati i limiti di velocità che comunque in città devono essere abbassati al minimo possibile.  Segnali pedonali trasformati in parcheggio in ogni parte della città e per giorni interi senza che nessuno intervenga.  Quante le piazze e le zone veramente pedonalizzate? Quanti limiti allo smog avvelenatore e quante le centraline ancora funzionanti? Altro che sicurezza stradale,  altro che  mobilità sostenibile, altro che città a misura d’uomo!  Ci chiediamo  perché così poca  attenzione da parte di quelle Istituzioni  pubbliche (più volte interpelate direttamente), a partire dal Comune,  che dovrebbero essere sempre attente alla salvaguardia dei pedoni?

Quanti altri incidenti- afferma ancora Alfio Lisi –  dovranno ancora accadere affinché il cittadino pedone non venga considerato un ostacolo al traffico insostenibile, inquinante e libero di sfrecciare ma il soggetto su cui si deve imperniare il presente e il futuro prossimo di questa città così ancora poco europea nel senso più civico del termine?

Non basta la nuova  legge sull’‘Omicidio stradale’ ( che comunque va applicata!) si deve soprattutto  pensare a prevenire con metodi e strutture adeguate (rivedendo il Codice della strada e prevedendo serie sanzioni nei confronti di quei Sindaci che non rispettano le loro competenze in materia di sicurezza della strada causa di molti incidenti) i tanti incidenti (anche se non mortali ma certamente invalidanti) che giornalmente ed in grande quantità, anche se non vanno a finire sugli organi d’informazione, si verificano in prevalenza all’interno dei centri urbani sia ai cittadini a piedi che a chi si muove con mezzi su ruote.

Basta stragi di pedoni, basta stragi di ciclisti non è più tollerabile in una città che si considera civile ed europea!

 


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