di Flora Bonaccorso

CATANIA – I fatti risalirebbero al 2013 e hanno a che fare con il confronto su temi scientifici tra la comunità ebraica osservante e personaggi dell’ambiente medico catanese con alte funzioni di responsabilità, stando alle testimonianze raccolte grazie alla disponibilità del Rav Di Mauro. Dalle nostre interviste incrociate, abbiamo ricostruito così la vicenda: “All’interno del Policlinico universitario di Catania – ci raccontano alcuni catanesi ebrei osservanti – il dottor Antonino Lazzara, oggi direttore sanitario e all’epoca dei fatti direttore generale facente funzione, e il dottor Giampiero Bonaccorsi, oggi direttore generale facente funzione, nel corso del 2013 e del 2014 sono stati invitati al confronto su diverse iniziative per la dottrina kasher. La Sinagoga di Siracusa era disponibile a dare assistenza, stante che a Catania ha delle sedi operative impegnate a favore della cultura della pace, della religiosità ebraica e della lotta alle discriminazioni razziali. Invece, al Rabbino Stefano Di Mauro, che è anche medico, è stato impedito di accedere di persona nei locali del Policlinico di Catania, nonostante le nostre richieste a tal senso; né è stato mai ricevuto dai vertici del Policlinico e le sue richieste, anche tramite terzi, sono state sempre rifiutate. L’atteggiamento dei due dirigenti ci è parso talmente diffidente e sospettoso al punto di riuscirci inaccettabile, visto che ci muoviamo all’interno di un ambiente universitario”.

foto candeliereCome reagì la Sinagoga di Siracusa innanzi a questi fatti? Domandiamo, e loro rispondono: “Abbiamo inviato lettere ufficiali al Rettore dell’Università di Catania, il professore Giacomo Pignataro; al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e al suo assessore alla Salute, Lucia Borsellino; a tutti i rappresentanti dei gruppi politici dell’ARS, ma a ben guardare l’esito possiamo dire che le nostre lettere sono state considerate carta straccia”. Il racconto che ci fanno si addentra nello specifico della percezione di un clima crescente di offese ai sentimenti e alla dignità della comunità ebraica: “più che una caduta di stile, troviamo disgustoso che taluno abbia scambiato i Rotoli della Torah per nuova marca di carta …”. Sino a descriverci uno spiacevole fatto ad oggi velato di mistero. “Nel dicembre del 2014 – continuano a raccontarci – la Sinagoga denunciò alla Stazione dei Carabinieri di Nesima la scomparsa delle cartelle ambulatoriali di circa cinquanta pazienti, tutti catanesi ebrei osservanti, che nel corso del 2013 e del 2014 si erano rivolti all’ambulatorio del Policlinico, la cui attività assistenziale è stata peraltro soppressa dagli organi dirigenti con motivazioni che ci appaiono quanto meno discutibili. Ci aspettavano parole pacificatrici da parte del Rettore, il professore Pignataro: niente affatto, anzi, proprio lui ha dimostrato di non essere un buon padrone di casa, disertando la Sala dove si svolgeva la premiazione della manifestazione internazionale ‘Virdimura’ e non curandosi neppure di salutare, a conclusione dell’evento, come vorrebbero le buone maniere, il Rav Stefano Di Mauro, il Rabbino di Roma professore Riccardo Di Segni e il Rabbino di Gerusalemme professore Abraham Goldstein”.
“Ho formalizzato un esposto ad una Autorità Giudiziaria dell’Isola, per presunti atti e gesti discriminatori, ed ho anche denunciato una grave minaccia telefonica ai miei danni perché ritirassi tutte le lettere scritte e protocollate di protesta per i gravi atti antisemiti – conclude il Rav Di Mauro -. Naturalmente, io e la mia comunità ci affidiamo alla decisione dell’Autorità Giudiziaria, ma non si può tacere sul fatto che esponenti istituzionali, soprattutto in ambito universitario e della Sanità, assumano iniziative e avallino comportamenti di presunta grave discriminazione religiosa, culturale, assistenziale e alimentare. Siamo sbigottiti del silenzio del presidente Crocetta e dell’assessore Borsellino”.
In merito alla vicenda riportata nell’articolo in questione, il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro precisa che:
– Ha risposto alle missive ufficiali pervenute su tale argomento da parte del Rabbino capo della Federazione delle Comunità Ebraiche del Mediterraneo, rassicurandolo sul fatto che l’Ateneo catanese ha sempre improntato la sua azione alla più ampia apertura verso le diverse culture e credi religiosi, manifestando inoltre la propria disponibilità a partecipare ad un incontro chiarificatore relativamente alle segnalazioni di presunti comportamenti discriminatori presso gli ambulatori del Policlinico di Catania, posto che, in tali missive, non vi era alcun riferimento a specifici episodi e a riscontri oggettivi di qualsivoglia natura di tali comportamenti
– Manifestando l’opportuno riguardo nei confronti della manifestazione “Virdimura” citata nell’articolo, ha concesso la disponibilità dell’aula più rappresentativa dell’Ateneo, l’aula magna del Palazzo centrale, per lo svolgimento di tale manifestazione, che viene concessa, esclusivamente a titolo gratuito, soltanto in relazione al rilievo culturale e scientifico delle richieste. A tale manifestazione, il Rettore si è trovato impossibilitato ad intervenire a causa di concomitanti e inderogabili impegni istituzionali, come accade anche in tante altre circostanze.

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