CATANIA − Stamattina in piazza Duomo si è svolta la manifestazione “L’Accademia in piazza per Catania”, alla quale sono intervenuti il sindaco Enzo Bianco, gli assessori alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro e alla Scuola Valentina Scialfa, la sovrintendente ai Beni Culturali Fulvia Caffo, il presidente e il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Santo Di Nuovo e Virgilio Piccari, oltre agli allievi dell’Accademia e di molte scuole cittadine.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato quanto l’Accademia di Catania, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, sta facendo per la città e in particolare si è parlato del restauro della Fontana dell’Amenano, raffigurante il fiume omonimo in versione antropomorfa con in mano una cornucopia dalla quale l’acqua, fuoriuscendo, produce un effetto a cascata, per cui il monumento è meglio noto ai Catanesi come “acqua o’ linzolu”, realizzata nel 1867 dallo scultore napoletano Tito Angelini e situata in piazza Duomo tra Palazzo dei Chierici e Palazzo Pardo.
I lavori di restauro, cominciati alla fine di gennaio, in ritardo di alcuni mesi rispetto all’inizio previsto in un primo momento per settembre 2014, avrebbero dovuto essere completati entro la fine di maggio, così non sarà, ma il sindaco Bianco stamani si è fatto assicurare da uno dei docenti dell’Accademia responsabili dell’intervento che la fontana sarà restituita alla città per la fine di giugno. Anche oggi gli allievi del corso di Restauro erano al lavoro per rimettere a nuovo uno dei monumenti più amati dai cittadini. Questi ragazzi, in tutto 15 coordinati dai loro docenti, come ci ha detto Virgilio Piccari, non riceveranno alcun riconoscimento economico, servirà loro da laboratorio didattico per il quale verrà loro rilasciato un attestato che certificherà la collaborazione con la Sovrintendenza. WP_20150504_047 (1)
La professoressa Antonina Foti ci ha spiegato che l’intervento è stato suddiviso in due fasi: la prima di ripulitura meccanica del pregiato litotipo, si tratta infatti di marmo di Carrara, è quasi ultimata, si passerà poi all’impermeabilizzazione della prima vasca. La seconda fase prevede le integrazioni plastiche delle parti mancanti, principalmente dell’arto andato perduto, con resine ipossidiche e la stesura di un consolidante necessario per garantire una conservazione ottimale del monumento.
Per Il direttore dell’Accademia la parola d’ordine è tutelare, Piccari ha dichiarato infatti di aver voluto fortemente questa manifestazione soprattutto per sensibilizzare la collettività, ma anche i privati, per promuovere nuovi interventi
di questo tipo: “Qesti beni sono le nostre radici e sono da tutelare per non sentirci offesi per i turisti che trovano una realtà lontana da noi ma offesa da noi, per ridare bellezza a casa nostra, non dobbiamo aggiungere, dobbiamo solo tutelare”.

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