E i tifosi rossazzurri presenti al Biondi, abbandonano esterrefatti lo stadio a 10′ dal termine.

Anno nuovo, solito Catania. Scontato parafrasare così la prima uscita del 2015 del Catania, che soccombe al Biondi di Lanciano sotto i colpi della squadra rossonera.

Nè i nuovi innesti, nè il cambio in panchina, per il momento, hanno portato al cambio di marcia sperato. Dal punto di vista fisico e mentale la prima di ritorno palesa i soliti limiti: il Catania non riesce quasi mai a costruire gioco con costrutto, e non è mai in grado di recuperare il risultato dopo esser passato in svantaggio. Belmonte, Coppola e Maniero non riescono a smuovere la situazione, dalla panchina Marcolin ha ben poco da fare per cambiare le cose. I soliti, grossolani errori in difesa si sono puntualmente manifestati (vedi la seconda rete di Gatto, in cui pesa come un macigno l’errore di Sauro). I soliti infortuni altrettanto, con Spolli che già al 31′ è costretto a dar forfait.

A centrocampo, Almiron e Chaprek mai incisivi; manovra inconcludente e farraginosa, poco gioco con palla a terra e lanci lunghi impossibili da controllare per Maniero e Calaiò. Il solito Rinaudo ha provato a far qualcosa, firmando anche l’unica occasione rossazzurra del primo tempo con una conclusione dalla distanza che finisce di poco fuori.

Il resto è solo Lanciano. Corsa, dinamismo e brio sono le caratteristiche di una squadra che vuole stupire. Il trio offensivo Monachello- Gatto- Piccolo imbavaglia facilmente una retroguardia rossazzurra imbarazzante. Dopo una serie di occasioni, gli abruzzesi passano a 3′ dal termine del primo tempo, con un colpo “di petto” di Monachello, dopo un’azione strepitosa di Gatto che si beve due avversari come fossero birilli. La muraglia etnea non riesce a blindare il fortino eretto da un eccellente Terracciano, strepitoso in più di un’occasione. La ripresa si apre con il raddoppio del Lanciano: Bacinovic lancia Gatto, Sauro è in vantaggio sull’attaccante, ma un suo controllo maldestro permette alla punta di trafiggere l’ incolpevole portiere. Marcolin prova a giocarsi la carta Rosina, risparmiato ad inizio partita a favore di Chaprek. Il numero 10 è chiamato a sostituire l’imbarazzante Almiron, spettro in campo, incapace più volte di entrare in contrasto con il diretto avversario. Il ritardo di condizione dei rossazzurri è palese, il Lanciano, pur non facendo nulla di trascendentale sembra avere una marcia in più (anche più di una). Grossi al 68′ chiude la gara, fissando il punteggio sul 3-0. La seconda ed ultima occasione per il Catania ad una manciata di minuti dal triplice fischio: Calaiò da ottima posizione spara alto, segno che nulla gira per il verso giusto.

Vittoria meritata per il Lanciano, al Catania resta il mercato, la speranza in un futuro migliore, e poco altro; anche gli stoici tifosi arrivati a Lanciano da Catania per assistere alla partita, spazientiti, lasciano lo stadio prima del termine della stessa.

Lanciano: Nicolas, Aquilanti, Troest, Ferrario, Mammarella, Grossi (Vastola 73′), Bacinovic, Di Cecco, Piccolo (Pinato 65′), Monachello, Gatto

Catania: Terracciano, Belmonte, Sauro, Spolli (Escalante 25′), Capuano, Coppola, Almiron (Rosina 55′), Rinaudo, Chrapek, Calaiò, Maniero (Cani 75′)

Ammoniti: Aquilanti, Ferrario, Grossi (L), Rinaudo, Spolli, Capuano, Calaiò, Escalante (C)

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