CATANIA – Falso in atto pubblico. Questa l’ipotesi di reato nei confronti dei tecnici che hanno redatto la Valutazione d’impatto ambientale secondo la quale la costruzione della nuova darsena del porto di Catania non avrebbe avuto alcun impatto ambientale negativo. L’ipotesi di accusa scaturisce da un esposto presentato nel dicembre del 2012 dalle associazioni che firmano questo comunicato, quando i lavori non erano ancora iniziati.

Nell’esposto si evidenziava come i valutatori avessero omesso l’esistenza di circa 200 m. del corso del torrente Acquicella, cioè di quel braccio che correva in parallelo alla battigia in direzione nord. Il risultato è stato che la darsena è stata costruita proprio là dove prima scorreva il torrente.

Apprendiamo adesso che la pubblica accusa ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e che la Procura dovrà ora valutare se chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. La verità su questa triste, ennesima, vicenda di scempio e di affari è quindi adesso affidata ai giudici. Ci auguriamo che l’aver realizzato un progetto da quasi 100 milioni di euro sul letto di un torrente, in palese contrasto con le norme di tutela dell’ambiente e con la stabilità delle opere, con il danno irreversibilmente che ne è ormai derivato, serva di lezione affinché la tempestività negli interventi di denunzia e di controllo entri finalmente negli usi della nostra comunità.

CittàInsieme – Comitato Cittadino “Porto del Sole” – Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio” sez. di Catania – Coordinamento provinciale catanese di Libera. Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie – LIPU Catania – WWF OA Sicilia Nord Orientale

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