di Concetto Ferrarotto

CATANIA – Questa storia del Lungomare Liberato, a Catania, ricorda il  grido del vecchio nascondino che si giocava da  bambini: “Libera compagni, libera per tutti”. Perchè il Sindaco, e non lui soltanto, ci ha preso gusto; così abbiamo il Porto Liberato, la Scogliera Liberata, la Cultura Liberata. In una città rimasta incatenata nelle sue paure.

Alla fine, la pista ciclabile sul lungomare, in un modo o nell’altro funzionerà. E sarà forse un inizio: di cittadini che dal basso hanno fortemente voluto ed imposto un cambiamento all’amministrazione. Che poi si traduca nella solita pasticciata gestione comunale, è altra faccenda. I catanesi avrebbero meritato di più e di meglio. Lo slogan però non bisognava rubarlo e non bisognava appiccicarlo ad altre iniziative ancor più arraffazzonate.

Il porto non viene liberato con quattro casse per musica amplificata e la chiusura alle auto di pescatori, naviganti e diportisti. Sfugge il progetto di insieme, che infatti non esiste. E’ la mancanza di una visione della città a rendere poco credibile la politica di annunci e di pannicelli caldi. Adesso, però, arriveranno i fondi del Patto per Catania, su opere e progetti in gran parte non pensati dal Sindaco. Alcuni chiusi nel cassetto da tempo.

Si spera che il difetto di gestione non li travolga. In fondo, serve a poco “gufare“ contro questa Giunta comunale poco amata. E’ nell’interesse di tutti che le opere programmate si realizzino. Sarebbe la necessaria boccata d’ossigeno, ma non la soluzione. La città è in declino da molti anni, il suo spirito vitale si è affievolito. Incontri le stesse buche sulle stesse strade da sempre. Non esiste al mondo una città dove non cambiano nemmeno le buche. E il solo turismo, fantasticato nei sogni, non potrà mai funzionare da bacchetta magica. Mancando, in generale, il senso di accettazione di tutto ciò che rappresenta il nuovo, il creativo. Dalle iniziative imprenditoriali all’idea stessa di smart city. Non puoi accogliere gli altri se non sai accogliere te stesso. Catania ha bisogno di idee semplici e forti, di rottura con il passato. Magari, ad esempio, ricominciando dal suo centro storico, come si propone la nuova iniziativa “FacciAmo Centro”, messa insieme da tante associazioni cui guarderemo con attenzione.

È necessario che i catanesi si sveglino, per indicare la strada. Per riconquistare la loro città. E finalmente, tutti insieme, liberare la Bellezza.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi