di Lucia Grazia Nicotra
CATANIA – Inquinare di meno? Ridurre le spese di smaltimento dei rifiuti? Si può. Con il compostaggio domestico che permette di eliminare la frazione organica dei rifiuti di casa (quella che nei Comuni viene raccolta porta a porta) facendo ciò che la natura fa da sempre: riciclare la sostanza organica e restituirla in forma di humus.
Questo il fulcro del progetto “La scuola fa la differenziata”, per il rilancio della differenziata e del compostaggio (caso unico in Sicilia), presentato ieri mattina alla scuola Cavour di Catania.

a sin. la prof.ssa Cinzia Di Mauro e la dirigente della scuola CAVOUR, Maria Leonardi

a sin. la prof.ssa Cinzia Di Mauro e la dirigente della scuola CAVOUR, Maria Leonardi

A fare gli onori di casa la dirigente della Cavour Maria Leonardi e la coordinatrice del progetto prof.ssa Cinzia Di Mauro. A questo primo incontro ufficiale, erano presenti i referenti delle scuole: prof.ssa Ambra Peruzzo per l’I.C. S. Giorgio; prof.ssa Lucia Di Mauro e la Dirigente per l’I.C. Battisti; prof.ssa Antonia Vullo per l’I.C. Petrarca; prof.ssa Laura Miceli per l’I.C. Campanella-Sturzo (scuola capofila insieme alla Cavour). Non presente, ma tra i referenti nominati, Paola Vasta dell’I.C. Fontanarossa.
A sostegno del progetto, e presenti alla Cavour, anche la dr.ssa Silvana Contino per l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, il Dr. Chillemi per l’Assessorato all’Ambiente e i consiglieri Marco Leonardi e Laura Sicari per la 3a circoscrizione.
Tutti insieme hanno condiviso gli obiettivi del progetto, l’organizzazione delle fasi operative, l’osservazione delle buone prassi, il bando di un concorso interno alla ricerca del logo e gli accordi per un nuovo incontro a novembre (con i professori e i presidi coinvolti nelle attività) per la spiegazione e l’attivazione delle fasi operative.

20141028_124156I partecipanti, inoltre, hanno visitato i locali scolastici e il giardino interno della Cavour, dove verrà utilizzato il compost prodotto nelle aule utilizzando una compostiera apposita acquistata dalla scuola.
Perché, dunque, fare compostaggio? A dare una risposta e a fornire un quadro esaustivo, la coordinatrice, prof.ssa Di Mauro, da noi intervistata stamani sotto gli sguardi incuriositi e divertiti dei piccoli alunni della sua classe.
20141028_123940«Il progetto è nato già negli anni scorsi alla Campanella-Sturzo dove io insegnavo. Avevamo già portato avanti la differenziata a 360° compresa la novità del compostaggio, cioè della raccolta dell’umido. Quindi non abbiamo presentato l’iniziativa all’interno della nostra scuola ma l’abbiamo trasferita alle famiglie che dovevano organizzarsi in qualche modo per portare l’umido da casa e poter poi trasformare il rifiuto in una grandissima risorsa. È stata già utilizzata per progetti di giardinaggio all’interno della Campanella-Sturzo. Alla fine dell’anno scolastico sono riuscita a coinvolgere i due assessorati: ambiente e pubblica istruzione che hanno accolto il progetto e hanno proposto di diffonderlo e ampliarlo ad altre 5 scuole, una per ogni circoscrizione.
Si è registrata – prosegue la prof.ssa Di Mauro – una tale adesione che abbiamo deciso di acquisirne altre, in più rispetto a questo progetto iniziale. La scuola Cavour e la Campanella-Sturzo (che ha avuto l’esperienza pregressa), sono dunque le scuole capofila, quelle che possono fornire e buone prassi in merito».
Cosa faranno gli alunni in classe?
«Tutti noi abbiamo dato avvio a delle azioni: etichette con distinzione dei rifiuti, tre cestini, l’acquisto della compostiera. Gli alunni e le famiglie, infine, dovranno organizzarsi e portare qui da noi il rifiuto.
È un piccolo progetto, ma un grande segnale per il comune, un pungolo per tutti noi e per sensibilizzare i ragazzi, ma nel contempo le famiglie».

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