E’ di qualche giorno addietro un’intervista rilasciata dal Questore di Catania, Dr. Marcello Cardona, mediante la quale si è offerta, agli organi d’informazione, una visione ottimistica e a tinte rosa della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica a Catania.

A detta del Dr. Cardona, infatti, scippi, rapine e reati in genere sarebbero in calo benché, come egli stesso ha, se non altro, ammesso, la “percezione” della sicurezza potrebbe non andare di pari passo con il calo dei reati. Per tutta risposta, alcuni giorni or sono, l’ennesima aggressione ad un medico dell’ospedale Civico “Vittorio Emanuele”, ha riportato coi piedi per terra coloro i quali si erano fatti delle illusioni sull’effettiva condizione della sicurezza pubblica nella città etnea. La perdurante assenza di un presidio fisso, già altre volte lamentata, presso quell’importante struttura sanitaria, sedente in uno dei quartieri più problematici del nostro capoluogo, corre il rischio di sfociare, prima o poi, in una tragedia dalle conseguenze nefaste.

Cosa aspetta il detentore del potere decisionale della Questura di Catania, a prendere atto che a Catania, a prescindere dai dati statistici, vige un’emergenza criminalità a cui si dovrebbe far fronte con adeguati e non improvvisati provvedimenti, rimane per noi un mistero. Ci rendiamo conto che l’interesse di un Questore, a distanza di due anni dal suo insediamento, è di dimostrare che il suo apporto professionale ha sortito i risultati sperati, ma, per come i fatti ci dicono, la realtà è invece fin troppo diversa.

L’aver appreso, dall’intervista rilasciata dal Dr. Marcello Cardona ad un noto giornalista locale, che il terrorista Anis Amri era stato “abbondantemente trattato” dalla Questura etnea, prima che attuasse la strage di Berlino, e avergli sentito affermare che il rapporto fra la Questura di Catania e il mondo islamico è “assolutamente buono”, ci convince sempre più che forse l’attuale Questore potrebbe essere più adatto ad una città con diverse e meno inquietanti problematiche. Ci sarebbe piaciuto sentirgli dire che i rapporti fra la Questura di Catania e il mondo islamico sono neutri, per il semplice motivo che la laicità di un ufficio come la Questura esula dall’instaurazione di rapporti formali con professioni religiose e che la Polizia, se del caso, instaura con qualunque istituzione religiosa rapporti d’ufficio dovuti alle eventuali necessità di servizio e quindi asettici, sterili, ma non “buoni”, specie alla luce dei fatti di Berlino.

 Auspichiamo di tutto cuore che il Dr. Marcello Cardona, mettendo a buon frutto la sua asserita amicizia con il Capo della Polizia, riesca a coronare i suoi sogni carrieristici e lasci la Questura Etnea ad altre e più preparate persone.

Marcello Rodano, segretario generale provinciale del Movimento dei poliziotti democratici e riformisti

 

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