“A San Giorgio, Librino, San Giuseppe La Rena, Zia Lisa e Villaggio Sant’Agata è un errore trasformare 7 istituti comprensivi in 7 istituti omnicomprensivi, che avranno pure indirizzi di studio di secondo grado. La Uil Scuola, che fa proprio e sostiene un documento sottoscritto da molti dirigenti scolastici catanesi, si opporrà in ogni sede e con ogni mezzo legale contro questa decisione del Comune di Catania. All’assessore regionale Mariella Lo Bello, intanto, chiediamo un incontro urgente per affrontare la questione”.

Lo afferma il segretario generale della Uil Scuola etnea, Salvo Mavica. L’organizzazione sindacale contesta la delibera comunale, che prevede la creazione di istituti cui faranno capo scuole dell’infanzia e indirizzi tecnico-professionali, elementari e licei. La Uil Scuola condivide, quindi, la nota inviata da alcuni dirigenti al Dipartimento Sistema Educativo del Ministero Istruzione, al sindaco di Catania, al commissario straordinario della Provincia, all’assessore regionale all’Istruzione, al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale.  “In prima battuta – si legge nel documento – la delibera potrebbe sembrare una grande conquista. Nei fatti non è così. La normativa attuale, intanto, non prevede l’elezione del Consiglio d’Istituto in un Istituto Omnicomprensivo composto da scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I grado e II grado. Bisognerebbe ricorrere alla nomina di ben 7 Commissari Straordinari! Del resto, quella degli istituti omnicomprensivi rappresenta una tipologia straordinaria che non si giustifica in un territorio come Catania. Si deve, poi, considerare l’eventualità di un effetto-domino dell’istituzione di istituti omnicomprensivi su territorio regionale, eventualità che determinerebbe una perdita dell’identità culturale degli istituti di istruzione secondaria. Inoltre, l’attuale rete scolastica di Catania e Provincia, subirà seri effetti sulla stabilità degli organici docenti e ATA, mutando il flusso storico delle iscrizioni negli istituti superiori già esistenti. Questo imporrebbe di ridisegnare la rete scolastica con soppressione dell’autonomia di quelle scuole superiori vicine alla soglia dei 600 studenti”. E ancora: “Gli indirizzi che le sette scuole superiori potranno richiedere, si legge nella delibera del Comune di Catania, devono essere tali da “evitare i percorsi maggiormente inflazionati e già abbondantemente presenti nel territorio comunale”. Ma non ci risulta che ci siano indirizzi non presenti sul nostro territorio! Ad esclusione di alcuni Licei, tutti gli istituti Tecnici e Professionali necessitano di laboratori attrezzati già ampiamente presenti negli Istituti secondari esistenti, da attrezzare ex-novo  nell’ipotesi di istituzione dei sette omnicomprensivi”. Conclude la nota: “La voglia di integrazione nel tessuto urbano e socio-culturale della città da parte dei giovani che vivono nella Sesta Circoscrizione-Librino è tale che volontariamente scelgono di iscriversi presso le scuole di altre circoscrizioni. Infatti istituti superiori presenti nelle zone limitrofe alla Sesta Circoscrizione sono in seria sofferenza o addirittura sono stati soppressi, come il “Lucia Mangano” oggi annesso all’Istituto secondario superiore Marconi. Una delle ragioni per le quali si plaude all’iniziativa, mediaticamente intitolata “ La scuola di Librino”, è il contenimento del fenomeno del pendolarismo scolastico. La mobilità urbana, però, non può essere classificata come pendolarismo scolastico e non può costituire una motivazione oggettiva per l’istituzione degli istituti omnicomprensivi”.

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