CATANIA – In una Sicilia che sembra risentire in modo ogni giorno più preoccupante degli effetti della crisi viene dedicato sempre meno spazio alla vita culturale delle giovani generazioni. È proprio da questo assunto di base che nasce, nell’ambito della campagna nazionale “Nessuno escluso”, la “Giornata del Banco culturale:costruire futuro, nessuno escluso”, organizzata dall’Acli Sicilia e presentata nella giornata di oggi a Catania. L’iniziativa, che avrà luogo il prossimo 9 maggio, è nata, come ci informa il presidente dell’Acli Sicilia, Santino Scirè ,”con l’obiettivo di ridurre e contestare le diseguaglianze pensando all’espressività dei bambini”.

Dare un quadro preciso della situazione di un determinato ambiente culturale è naturalmente compito assai arduo. Troppe infatti le variabili in gioco e i numeri da tenere in considerazione. Una cosa è però certa: ancora una volta la Sicilia si presenta quale fanalino di coda del Bel Paese con un tasso di inattività dei giovani al di sotto dei 29 anni pari al 38%, contro una media nazionale del 23,9%.

Tutto questo nonostante l’indice di dotazione di strutture per l’istruzione si presenti superiore rispetto sia alla media italiana sia a quella delle regioni del Sud. Preoccupanti appaiono anche i dati riguardanti le strutture adibite ad attività culturali, le quali non raggiungono neanche il 50% della dotazione media italiana.

Il Banco Culturale rappresenta, quindi, un progetto-pilota che vede la Sicilia come protagonista di un movimento che decide di investire sui giovanissimi e sulla loro formazione come punto di partenza per la promozione dello sviluppo. Sarà quindi possibile donare libri di narrativa, quaderni, colori, matite e tutto quel materiale utile alla crescita culturale di bambini e ragazzi bisognosi, grazie anche alla collaborazione delle parrocchie cittadine e di alcuni istituti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

Eventi come il “Banco Culturale” ci ricordano l’importanza di dare la possibilità a tutti i bambini, senza alcuna distinzione di status o di razza, di esprimere la loro creatività ed accrescere la propria sete di conoscenza e la propria curiosità. “Occorre ricominciare a investire sulle giovani generazioni, creando un contesto culturale più frendly: scuole migliori, ambienti migliori”, dichiara Scirè.
La lotta contro il fenomeno dell’abbandono scolastico, la disoccupazione e il disagio deve essere giocata sul terreno dell’educazione didattica e culturale delle nuove generazioni che rappresentano il futuro della nostra isola.

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