CATANIA – Furti di rame dagli impianti di pubblica illuminazione e sparizioni di caditoie dalle strade rappresentano una piaga che nel capoluogo etneo dura ormai da anni. Un problema che, a fronte di poche centinaia di euro per i ladri, causa danni incalcolabili ai cittadini.

Spesso è molto difficile riuscire a cogliere i ladri sul fatto perché, nella maggior parte dei casi, non si tratta di semplici sprovveduti ma di vere bande di criminali organizzati che si muovono su grossi camion. Squadre in azione, soprattutto la notte, che fanno incetta di rame e ghisa.

La vendita del materiale trafugato avviene poi probabilmente all’interno della stessa provincia etnea, perché è troppo rischioso trasportare tonnellate di materiale da una parte all’altra della Sicilia.

Da qui al Prefetto da parte del consigliere comunale Maurizio Mirenda affinchè, attraverso una collaborazione con tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, si comincino a controllare depositi di rottami e materiali ferrosi. Metalli che, in qualche caso, sono dotati di protezioni e stemmi che indicano la loro provenienza.

“Il presupposto per cominciare a risolvere definitivamente la questione – aggiunge Mirenda – è quello che cavi di rame e chiusini rubati non possano essere più sostituiti con lo stesso materiale, altrimenti i furti si ripeteranno puntuali nel giro di poche settimane. Ecco perché è necessario attivare urgentemente tutte quelle procedure atte a sostituire rame e ghisa con altri materiali meno appetibili per i ladri”. Un’idea sposata anche da tanti residenti delle zone più colpite dai furti che non si rassegnano al degrado.

L’ultimo caso riguarda via Macello e via dei Comuni a San Giovanni Galermo, che si ritrovano completamente al buio. Un’oscurità che può rappresentare un invito per i ladri a compiere furti e scippi.

“A breve – conclude Mirenda – chiederò di incontrare  l’assessore ai Lavori Pubblici per creare un tavolo di dialogo indispensabile per dare risposte concrete ai cittadini”.

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