Daniele Lo Porto

CATANIA – L’immagine del bus dell’AMT affondato nella prateria della periferia  è  emblematica dello stato attuale dell’Azienda metropolitana trasporti. Potremmo anche dire che non è casuale il deragliamento della vettura del  “Librino express”, linea rapida Librino-centro, che avrebbe dovuto avvicinare l’altra città al centro storico, mentre ormai  l’ ex salotto buono è stato periferizzato, “spalmando” lo stato di degrado cittadino a tutto il territorio.

All’indomani dell’insediamento, il sindaco Enzo Bianco ha fatto massicciamente ricorso alla sua squadra di venti anni prima (rinunciando forse proprio a quegli elementi che, anche per età e maturità professionale sarebbero stati ancor più utili, come Harald Bonura, ad esempio) e tra questi ha riscoperto Carlo Lungaro che ebbe il merito di rivoluzionare il servizio dell’AMT, secondo la concezione un po’ coraggioso di un servizio di metropolitana di superficie. Le abitudini dei catanesi utenti del bus (ragazzi e anziani, prevalentemente) furono stravolte prima di essere resettate a distanza di tempo. Scomparvero le linee che collegavano i punti estremi della città come se le vetture celeste e rosse fossero quelle del mitico Orient express. Tempi lontani, ormai. Di quella rivoluzione si è persa la memoria nel bene e nel male. La tipologia dell’utente medio è rimasta uguale (ragazzi e anziani), pochi sismi i catanesi che utilizzano il mezzo di trasporto pubblico per andare a lavorare, pochi quelli che pensano che il biglietto vada pagato, tanto che è stato necessario affiancare ai controllori guardie giurate in tenuta da combattimento. L’unica vera novità di questi anni è il BRT, felice e unica intuizione del sindaco Raffaele Stancanelli, passata in eredità alla Giunta Bianco.

Dicevamo di Lungaro. Venne a Catania con la fama di manager privato rampante, sulla giacca anche lo scudetto sfavillante di una squadra di basket femminile, metafora e meteora dello sport siciliano. Il presidente che si è ripresentato all’appello di Bianco è apparso subito un vecchio comandante stanco e logoro, l’età c’è tutta per meritare un po’ di riposo. La gestione padronale della municipalizzata ha provocato subito polemiche, malumori, mal di pancia. Direttori pagati profumatamente cambiati in serie, amici degli amici sempre più amici – secondo qualcuno -, personale una volta tanto compatto nell’incrociare le braccia e tirare il freno a mano come è successo la settimana scorsa. Lungaro, sul ponte di comando dell’AMT – Titanic, non sembra un ammiraglio in grado di combattere battaglie in mare aperto, ma piuttosto un imbranato guardiamarina che soffre il mal di mare. Metaforicamente, alla guida di quel bus spiaggiato nell’argilla di Librino c’era lui.

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