Catania, l’antimafia è…di moda

di Anna Rita Fontana

Foto servizio  Vincenzo Musumeci

Catania – Un tripudio di colori ha segnato la ricca passerella della XIV Kermesse di Moda teatrale promossa dall’Accademia di Belle Arti, svoltasi  a Villa Pantò, in una frizzante serata estiva. L’iniziativa scaturisce dalla cattedra di Storia del Costume presieduta dalla professoressa Liliana Nigro, col patrocinio dell’Assostampa, sindacato unitario dei giornalisti, e col sostegno di Maison du Cuchon, Show Business Catania, Gianni Belebung, Nino Manuli Disco Express, Agostino Zanti parrucchieri e Nicotra formazione.

ph Vincenzo Musumeci

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Una manifestazione dedicata alla tematica della mafia e a quanti si spendono nel quotidiano per debellarla, come ha specificato in apertura la Nigro a fianco del direttore dell’accademia Virgilio Piccari. Avviando così  una passerella fantasmagorica, dal sobrio allo sfizioso, sullo sfondo  scenografico di Aldo Zucco: da una croce suggestiva ravvivata da fiammelle, tra effetti di luce screziata, sfilavano sino al cuore del numeroso pubblico, entusiasta, oltre duecento abiti e costumi teatrali, disegnati e prodotti da settanta allievi dell’accademia. Un omaggio alla Patrona Agata ( già dedicataria di altre manifestazioni) in apertura, sull’Ave Maria di Schubert, col risalto del bianco affiancato dal rosso nel contraltare della purezza al simbolo del sacrificio, lungo un ventaglio di  colori arricchiti da pietre luccicanti, a richiamo dei gioielli che adornano il busto della santa. Altre tematiche della serata si dipanavano col Carnevale di Venezia, il film Maleficent, i modelli eccentrici degli stilisti Paco Rabanne e Roberto Cavalli, quest’ultimo all’insegna del barocco, accanto alla linea curvy di taglie più formose, la Spagna sanguigna del flamenco a suon di nacchere, la collezione di abiti da sposa di Maria Arena e in chiusura le produzioni ispirate alla letteratura mafiosa.

Ph Vincenzo Musumeci

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Il tutto contornato da un’efficace musica di sottofondo, dalla leggiadrìa del barocco seicentesco  al rock più scatenato e invasivo. Anche l’arte antica quanto l’uomo ha fatto la sua parte,  con l’ispirazione visionaria della danza Butoh (nata in Giappone negli anni 50’),  nell’integrarsi minimalista di corporeità, acqua e aria, della compagnia di Valeria Geremia. Presenti, tra gli ospiti, il Sindaco Enzo Bianco,  il direttore di Sicilia journal, nonché segretario provinciale dell’Assostampa Daniele Lo Porto e l’editore dello stesso sito online Antonino Ferro, accanto a diversi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura,  ai quali sono stati assegnati i riconoscimenti : l’attrice Nellina Laganà, distintasi in Donne di mafia, il giudice Santino Mirabella, Chiara Barone presidente di “Addio Pizzo” Catania,  Elena Fava ( assente) figlia del compianto Pippo e presidente de “La Fondazione Fava”, il cui premio  è stato ritirato da Maria Teresa Ciancio, e la giornalista Elisa Guccione, collaboratrice di Sicilia journal, grata a Daniele Lo Porto che le è stato maestro insostituibile. Quest’ultimo ne ha sottolineato  la perseveranza  con una citazione di Leonardo Da Vinci “ Non quel che comincia ma quel che persevera”, motto della nave scuola Amerigo Vespucci, riferito alla vocazione dei futuri ufficiali della Marina Militare.11222312_10204740274494791_2919366001920653571_o (1)

 Premiato anche il Coro Lirico Siciliano, per avere diffuso ad ampio spettro l’opera lirica sul fronte internazionale e  intercontinentale; la compagine vocale, presieduta da Alberto Munafò e diretta da Francesco Costa,  si è distinta per trasparenza di emissione in due apprezzatissime arie del repertorio lirico ottocentesco, accompagnate dalla pianista Annalisa Mangano: Nessun dorma, dall’opera Turandot di Giacomo Puccini, eseguita dal tenore Dave Monaco e Habanera, dalla Carmen di Georges Bizet, nell’interpretazione di Giovanna Collica. Tutti i premiati hanno ricevuto dei quadri dipinti dai ragazzi dell’Accademia, raffiguranti dei personaggi illustri nella lotta alla mafia, il cui impegno sociale e politico  è stato posto in luce dal giudice Mirabella nel ricordo delle figure di Falcone e Borsellino,  considerando la mafia oggi “culturalmente quasi sconfitta”. In evidenza anche il pensiero di Peppino Impastato, di cui gli allievi dell’accademia hanno letto una famosa citazione sulla forza della bellezza “Se si insegnasse la bellezza alla gente la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà…” .

ph Vincenzo Musumeci

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Elogiato dal direttore Piccari l’allievo Antonino Viola per aver conseguito il primo premio nazionale con un progetto di scenografia, mentre un ricordo particolare è toccato allo scomparso “zio Pippo” Verona, nella nota affettuosa di Liliana Nigro. La docente ha ringraziato Agata Patrizia Saccone per la diretta streaming con l’Expo di Milano, e Gianni Vinciguerra, che ha sollecitato il pubblico a un gesto di beneficenza per Samuele Cassone, un ragazzo di dodici anni  affetto da una grave malattia. E’ stato sottolineato anche l’impegno di Daniela Rossello e Salvo Sposito, amici dell’associazione “Incanto Mediterraneo”(dedita al genere dell’operetta), nonché la preziosa collaborazione degli assistenti  della professoressa Nigro, ovvero Veronica Maugeri, Eliano Pappalardo, Giulia Riga, Stefania Giuffrida e Iolanda Manara.

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Infine, a rimarcare  la tematica mafiosa, dopo la sfilata di uomini impettiti con la coppola o con le bretelle su canottiera bianca, a braccetto con la propria donna, il gesto significativo della docente che ha indossato anche lei la coppola inchinandosi al pubblico “con la dignità di non essere mafiosa”, sotto un cielo scoppiettante di giochi pirotecnici.

Anna Rita Fontana

Foto servizio di Vincenzo Musumeci

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