di Katya Maugeri

Dopo la denuncia che ha popolato la piattaforma dei social, l’asfalto sul sagrato della Cattedrale di Catania diventa un caso nazionale. Indignazione, e delusione, degrado che molti hanno definito come specchio e metafora di una città che sta perdendo la propria identità. Si tratta di danni che l’intera città è costretta ad assistere, danni al proprio patrimonio storico e architettonico.
14Ad intervenire, dopo le numerosi polemiche, Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici – Centro per i diritti: “Serve un attento monitoraggio sullo stato dei beni culturali, monumentali e artistici della città”. “Non entriamo nel merito della vicenda – afferma Zammataro – perché spetta alla Curia e agli organi competenti chiarire le proprie posizioni, ma quanto accaduto solleva una questione ben più importante e cioè la tutela e la salvaguardia del patrimonio architettonico e monumentale di Catania. Sollecitiamo l’Arcivescovado, l’amministrazione comunale e la sovrintendenza ad aprire un tavolo di confronto e di progettazione, affinché si possano pianificare azioni concrete che portino alla valorizzazione dei beni monumentali e artistici di questa città. Il confronto forse – conclude Zammataro – avrebbe evitato l’ennesima ‘brutta figura’ a questa città”.
Anche Salvatore Tomarchio, presidente della commissione comunale tributi, ha così espresso la sua opinione in merito alla vicenda: “Mentre i monumenti, le colonne, le chiese e gli edifici con i muri e le facciate imbrattati trovano una “ labile” giustificazione nell’atto incivile ed incosciente di vandali o giovinastri che hanno il solo obiettivo di recare danno alla collettività, quello che si è verificato nel sagrato della Cattedrale di Catania rasenta l’autolesionismo. Nessuna scusa o emergenza può giustificare un atto sconsiderato che lascia senza parole. Coprire con il catrame il marmo antico è un gesto che nessun amministratore avrebbe mai potuto autorizzare. 112Una parte del sagrato della Cattedrale resta così quasi irrimediabilmente danneggiato soprattutto in prossimità dei festeggiamenti agatini”, chiedendo al Sindaco Bianco e alla Curia catanese di attivarsi affinché questo manto venga rimosso e sostituito con nuovi lastroni di marmo, o di qualsiasi materiale autorizzato dalla Sovraintendenza.
“Ennesimo sfregio alla nostra Catania”, dichiara il vicecoordinatore Regionale di Forza Italia Giovani Sicilia, Francesco La Rosa, “Il sindaco Bianco giorni fa parlava di Catania come una Città a forte vocazione turistica, come non essere d’accordo; dall’arte barocca passando alle testimonianze delle civiltà romana e greca la nostra Città custodisce una storia millenaria da far invidia a tante altre città italiane.

Peccato che molto spesso l’incuria e la cattiva gestione ci offrono scene deplorevoli che non fanno onore alla nostra Città. Chiediamo all’Assessore ai Lavori Pubblici Luigi Bosco un solerte intervento per ripristinare la pavimentazione risalente al 1857 e ridare ai catanesi ciò che il tempo non ha negato”.

Indignati, è evidente, i cittadini trovano intollerabile che l’immagine della propria città venga deturpata da un “rattoppo” superficiale che oltraggia la bellezza artistica ottocentesca di cui ognuno di noi va fiero.

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