protesta 1CATANIA – Una trentina circa di lavoratori del laboratorio Myrmex stanno protestando sul tetto dell’azienda, all’interno della zona industriale di Catania. Da anni non ricevono risposte dalle istituzioni su quello che è il loro destino professionale. Attualmente i 69 dipendenti si trovano in cassa integrazione.

“I tavoli regionali di confronto non servono, se mancano le risposte concrete al dramma di 69 lavoratori e delle loro famiglie.” Sul caso-Myrmex, la Uil e l’organizzazione di categoria UilTec esprimono solidarietà ai cassintegrati che stanno protestando sul tetto dello stabilimento catanese. La solidarietà, però, non basta. “Sono passati due mesi dall’istituzione di una sede permanente di monitoraggio della vertenza, come stabilito nel corso dell’incontro a Palermo con gli assessori del governo Crocetta, Linda Vancheri e Bruno Caruso, alla presenza dell’assessore comunale Angelo Villari. Ora, pretendiamo che azienda, Regione e Stato facciano qualcosa. E lo facciano subito!”. Lo affermano il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, e Alfio Avellino, per la segreteria provinciale UilTec, che aggiungono: “I lavoratori sono già in Cassa integrazione straordinaria, avendo concluso il periodo di Cassa ordinaria, ma restano ancora in attesa di conoscere un piano industriale per la Myrmex. Nelle scorse settimane, intanto, abbiamo lanciato un appello a salvaguardia della Pfizer, da cui peraltro provengono i sessantanove lavoratori  ora cassintegrati. Nel settore farmaceutico, Catania ha tradizione e competenze tali da rendere inaccettabile l’agonia della Myrmex e imporre un rilancio globale che coinvolga pure la Pfizer. Chiediamo al governo regionale un incontro urgente e sollecitiamo, altresì, il coinvolgimento del ministero del Lavoro in questa vertenza”.

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