CATANIA − I circa 1500 addetti del polo chimico-farmaceutico catanese hanno approvato, con una partecipazione massiccia e con più del 95% dei consensi, l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale. Il rinnovo del CCNL prevede un aumento medio per il livello di riferimento (D1) di 90 euro in tre tranche a partire da gennaio 2017 e di una quota di 15 euro quale Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) da ottobre 2015 a dicembre 2016.

In questi giorni, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno tenuto le assemblee sui posti di lavoro in tutto il polo chimico-farmaceutico etneo per approvare l’ipotesi di rinnovo del CCNL, sottoscritta dopo una lunga trattativa tra la delegazione nazionale di lavoratori e dirigenti sindacali e gli esponenti di Federchimica e Farmindustria, durata tutta la notte, il 15 ottobre scorso.
Nelle due aziende più grandi del comparto (Sifi e Pfizer), alle assemblee hanno partecipato anche i segretari regionali di Filctem Cgil e Uiltec Uil, Giuseppe D’Aquila e Antonio Ferro, e i segretari nazionali di Filctem Cgil e Uiltec Uil, Sergio Cardinali e Vincenzo Cesare.
 I consolidati meccanismi di democrazia sindacale hanno previsto una tornata di assemblee prima che iniziasse la trattativa, per l’approvazione della piattaforma presentata unitariamente dalla organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil e una successiva tornata di assemblee dopo la stipula dell’ipotesi di accordo, in tutti i posti di lavoro, che a livello nazionale contano più di 170 mila addetti. Nel corso di queste assemblee verrà votata l’ipotesi che quindi, una volta approvata, verrà convertita in accordo.
 «Siamo assolutamente soddisfatti della partecipazione e del risultato delle assemblee – dichiarano i segretari provinciali di Giovanni Romeo (Filctem Cgil), Giuseppe Coco (Femca Cisl) e Alfio Avellino (Uiltec Uil) e i regionali, Giuseppe D’Aquila, Francesco Parisi e Antonio Ferro – i lavoratori hanno compreso l’importanza, oggi più che mai, del rinnovo e quindi della valorizzazione del CCNL. In un contesto in cui il governo nazionale ritiene di potere fare a meno dei corpi intermedi e Confindustria mostra prepotentemente i muscoli, il rinnovo del CCNL rafforza il principio della negoziazione tra le parti e lo spirito democratico di partecipazione dei lavoratori alle scelte che li riguardano».

 

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