CATANIA – La Variante “Centro storico” del Piano regolatore generale proposta dall’Assessorato all’Urbanistica interesserà il cuore della nostra città. Per questo motivo le associazioni Città insieme, Comitato    Antico  Corso, Comitato dell’indirizzo, Comitato  San Berillo, Comitato  Porto del sole,  Gap, I Cordai, I Siciliani Giovani, La città felice, Legambiente Catania e Lipu Catania, hanno deciso di partecipare alla fase di formulazione delle osservazioni e dei suggerimenti, elaborando un articolato documento.

Secondo le associazioni, “l’interpretazione    delle   regole che  disciplinano  gli interventi    ammissibili per ciascuna  tipologia edilizia è assai ardua ed in alcuni  casi contraddittoria”.

Inoltre, l’atto urbanistico del Comune di Catania “apre la strada ad un’ulteriore densificazione edilizia che il nostro Centro  storico  non  può permettersi, considerata la sua opposta necessità di    riappropriarsi  di  spazi   aperti”.

Si rileva che “vengono consentiti troppi  interventi trasformativi   negli   edifici  di tipo minore. E gli interventi conservativi sono configurati in modo “antiquato” , posto che la conservazione viene   rivolta  nei confronti  dell’immagine esterna degli    edifici, nello stesso   tempo consentendo interventi di vero   e proprio  “sventramento” interno. Tutto ciò  deve assolutamente essere censurato per ciò  che attiene agli edifici storici, anche  appartenenti all’edilizia subalterna”.

Secondo i rappresentanti delle associazioni, “una vera e propria sfida è rappresentata dalla   dismissione delle aree ospedaliere. In  particolare, le  aree del Vittorio  Emanuele e  del Santo  Bambino, venendo delocalizzate  all’esterno della città,  dovrebbero essere demolite, per recuperare  superfici  libere   da destinare  a  verde  pubblico”.

La nota delle associazioni si conclude con un riferimento “all’assenza di prescrizioni atte ad impedire il   progetto  di  RFI per il raddoppio  della linea ferroviaria”, e l’auspicio “che la Variante possa essere integrata  con  chiare indicazioni in merito  al progetto alternativo concordato con l’Amministrazione      comunale”.

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