di Graziella Nicolosi

Catania – Sono trascorsi pochi giorni dalla nomina del nuovo comitato per la festa di Sant’Agata, composto da sette persone scelte da Amministrazione comunale e Arcivescovado, con a capo il giovane Francesco Marano. Una nomina salutata con favore dai componenti di alcune associazioni cittadine, che già da qualche anno chiedevano, attraverso un apposito “comitato per la legalità”, maggiori controlli sulla festa della patrona catanese.  In una nota firmata da alcuni di loro (Renato Camarda  di Libera, Resì Ciancio di Fondazione Fava, Marco Gurrieri  di Mani tese e Nunzio Famoso, docente dell’ Università di Catania), si ricordano le proposte già da tempo avanzate al sindaco e all’arcivescovo per regolare al meglio le celebrazioni.

Al primo punto si pone la “necessità di un forte coordinamento tra Prefettura, Comune e Chiesa”, che si deve accompagnare all’istituzione di “un tavolo di dialogo a carattere consultivo fra tutti i protagonisti della festa: candelore,  associazioni agatine, Forze dell’ordine, Protezione civile, associazioni di commercianti, società civile con il Comitato per la legalità”. Poi si chiede “maggiore fermezza rispetto all’ordinanza emessa dal Comune contro ceroni accesi e venditori abusivi”: per i primi, in particolare, si auspica “la creazione di un’associazione che ne riunisca i portatori”, e un cambio di precedenza rispetto al fercolo, “facendo sì che lo seguano, invece di precederlo”, evitando così i ritardi. “É necessario inoltre – aggiungono i componenti delle associazioni –  affrontare il problema dei ceroni la sera del 5, impedendo l’assembramento in via Caronda, che dovrebbe diventare un’isola della legalità come piazza Cavour e piazza Palestro”. Ancora, si chiede “l’istituzione di licenze temporanee e l’assegnazione di stalli ai venditori ambulanti che ne facciano richiesta, per contrastare la presenza degli abusivi, che costituiscono spesso un rischio per l’incolumità della cittadinanza e rappresentano un grave motivo di ritardo per la processione, visto che intasano le strade dove questa passa”.

Altra nota dolente sono le candelore: “bisogna ricordare – prosegue la nota – che sono di proprietà del Comune, che però ancora oggi esercita scarso controllo sulle loro attività. É vero che quest’anno hanno dovuto comunicare il loro percorso alla questura, ma non risulta che vi siano state variazioni nei loro comportamenti. La colletta di fondi prosegue indisturbata senza alcuna registrazione o rilascio di ricevute.  Vari elementi puntano inoltre a dimostrare che la pratica delle scommesse continua, e non è stato mai smentito il controllo che alcune famiglie mafiose eserciterebbero su diverse candelore”.

I componenti delle associazioni chiedono poi “un miglior controllo sulla processione del 3 febbraio, specie per i cosiddetti ordini cavallereschi”. Più in generale, si auspica che “le autorità competenti creino eventi per appoggiare gli sforzi per la legalità nella festa, compresi interventi di sensibilizzazione nelle scuole”.

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