Daniele Lo Porto

Marcatori: st 25’ Silva, 27 ′ Di Grazia.

CATANIA (4-3-3)   Pisseri 7,5 ; Di Cecco 6,5 (40’ st De Rossi s.v.), Gil 6,5, Bergamelli 6,5, Djordjevic 6; Mazzarani 6,5 (41’ st Paolucci s.v.), Bucolo 6,5 , Biagianti 6 ; Di Grazia 7, 7 Calil 5 (10’ st Silva 6), Barisic 6,5. A disposizione: . Martinez; De Santis, Nava, Mbodj, Scoppa, Piermateri, Russotto, Anastasi. All. Rigoli 6,5.

LECCE (4-3-3) 1 Bleve 6,5; Vitofrancesco 6, Drudi s.v. (16′ Cosenza 6), Giosa 6, Ciancio 6,5;  Lepore 6,5, Arrigoni 6 (30’ st Vutov 6), 4 Mancosu 6; Torromino 6, Catrano 6,5, Pacilli 6 ( 23’ st Tsonev 6). A disposizione: Chironi, Gomis,  Contessa, Vinetot, Maimone, Fiordilino, Capristo, Doumbia,  Persano. All. Padalino 6.

ARBITRO: Maggioni di Lecco 6.

Note: ammoniti Bergamelli, Biagianti, per gioco falloso, Di Grazia, per comportamento non regolamentare, e Cosenza, gioco falloso. Recuperi pt 1’ e st 6’. Spettatori 8.279 (4.769 abbonati, 3510 paganti, 30 nel Settore ospiti) con un incasso di 33.388 euro.

CATANIA – Vittorie a e tre punti importanti che danno fiducia e fanno recuperare qualche posizione agli etnie che si tolgono dall’imbarazzante posizione in fondo alla classifica. Risultato che fa anche morale perché è stata battuta la formazione più forte del torneo, almeno fino a questo punto, che al Massimino ha dimostrato tutte le sue qualità. Il 2-0 non tragga in inganno: la squadra di Rigoli ha giocato bene, ma il Lecce non ha di certo sfigurato, anzi. Gran parte del merito si deve attribuire al portiere Pisseri che ha effettuato interventi decisivi nei momenti cruciali della partita. Proprio gli ospiti sono stati più volte vicinissimi  alla rete e passare in vantaggio avrebbe dato certo una svolta diversa alla partita. Dalle stalle alle stelle, comunque: la squadra rossazzurra dimentica la prestazione incolore di Melfi e riesce ad imporsi contro il Lecce, per merito e anche con un po’ di fortuna, costringendo la capolista alla prima sconfitta n campionato. Rigoli ha proposto una formazione con Di Cecco esterno difensivo, Mazzarani centrocampista fin dal primo minuto e alla fine ha preferito Calil a Paolucci. Il Lecce ha giocato una buona partita ed ha sfiorato il gol in più occasioni, determinanti almeno tre parate di Pissei, e colpito un palo esterno con Cosenza al 13’ della ripresa. Poi un episodio a favore spiana il successo del Catania: tiraccio da fuori area di Silva, deviazione che spiazza Bleve e palla in rete. Due minuti dopo è il solito Di Grazia (quattro gol in due partite interne) a trovare l’angolino con una traiettoria tagliente dal limite. Uno-due tremendo che metterebbe ko qualsiasi formazione, ma gli ospiti non si disuniscono e continuano a giocare a viso aperto, Rigoli si sgola come non mai per tenere compatti e concentrati i suoi fino alla fine. Tre punti importanti, quindi, contro la prima della classe, che danno autostima in vista di un alto impegno al Massimino, contro la Paganese: due vittorie consecutive, obiettivo obbligatorio, come ha chiesto la Curva Nord, per rilanciare la classifica e ridare fiducia.

«Dopo la partita di Reggio Calabria erano venuti dei dubbi, incosciamente, che ci siamo portati dietro – esordisce così in sala stampa Pino Rigoli – . Problemi non ne ho mai visti in questa squadra, siamo stati condizionati dagli episodi che poi influenzano la classifica. Oggi una deviazione fortunata ci ha fatto sbloccare il risultato. Abbiamo concesso meno all’avversario, la parte centrale del primo tempo, ma per il resto siamo stati padroni del campo. Abbiamo fatto una buona partita, avendo delle buone risposte dai calciatori. Siamo stati un gruppo, dentro e fuori dal campo. Sono sereno, faccio questo lavoro perché sono freddo e distaccato dalla chiacchiere che arrivano a posteriori. Faremo le nostre analisi anche a questa partita in cui abbiamo vinto, come a quelle che non siamo riusciti a vincere. So di avere nella mani una squadra forte che finora non ha espresso tutto il valore della squadra. Ma siamo in crescita, soprattutto sono in crescita gli stranieri. Basta vedere Drausio, che prima era criticatissimo».

«Sono senza voce perché non volevo che, nemmeno sul 2-0, la squadra mollasse – aggiunge il tecnico etneo – . Se stavamo concentrati sul pezzo ero certo che non avremmo preso gol. Ho cercato di dare quella carica per non mollare e non sentirsi appagati. Vedi quello che è successo col Messina, che abbiamo preso gol e la gara si è riaperta. Abbiamo vinto perché abbiamo voluto vincere, non perché siamo stati fortunati. Bisogna dare merito a questa squadra. Fermo restando che ci aspettavamo qualche punto in più, ad oggi», conclude Rigoli..

«Abbiamo vinto con squadra sulla carta meglio attrezzate e lasciato punti contro squadra che giocano più sull’aspetto agonistico. Su questo aspetto dobbiamo lavorare. Può essere fondamentale l’aspetto. Volevamo riscattarci tutti dopo la delusione di Melfi – ha sottolineato Andrea Di Grazia -: noi giochiamo sempre per vincer. Contro il Lecce ci abbiamo messo il cuore e con un po’ di fortuna è andata bene. Il gol l’ho cercato più volte e alla fine l’ho trovato”.

“Il Catania potrebbe figurare tra le prime 3-4 della classifica – ha dichiarato il tecnico del Lecce Pasquale Padalino -. Subire due gol e tornare con la prima sconfitta ci aiuterà a crescere: il campionato è tutt’altro che definito. Risultato bugiardo: due episodi hanno determinato la vittoria dei nostri avversari”.


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