di Flora Bonaccorso

CATANIA – Il Consiglio comunale di Catania ha conservato l’idea di PUA (Piano Urbanistico Attuativo) sviluppata dalla precedente amministrazione, quella di centrodestra del sindaco Raffaele Stancanelli, per intenderci. Tanto si deve ad Articolo4 che, pur essendo di maggioranza, ha votato insieme all’opposizione, così inclinando all’astensione gli altri gruppi della maggioranza: PD, Con Bianco per Catania, Sicilia Democratica (la formazione politica nata dalla scissione di Articolo4 – che resta sotto la dirigenza di Luca Sammartino e Valeria Sudano – a seguito dell’uscita da questo di Lino Leanza).
In termini di immagine politica, il prezzo più alto è stato pagato dall’assessore all’Urbanistica, Salvo Di Salvo, e dal consigliere Alessandro Porto del gruppo Con Bianco per Catania. Entrambi considerati, dall’opposizione di centrodestra, affetti di “camaleontismo”.
Martedì 9 e mercoledì 10 dicembre, il Consiglio comunale di Catania è stato convocato per deliberare il recepimento delle prescrizioni del CRU, acronimo di Consiglio Regionale di Urbanistica. Prescrizioni che dal punto di vista dell’Impresa potevano risultare fastidiose in fase di progettazione. Il PUA è un piano che interessa la playa di Catania ed ha la pretesa di trasformarla nella Palm Beach di Sicilia.
L’opposizione ha presentato due emendamenti (c’era un terzo, ritirato avendo ricevuto parere tecnico sfavorevole), cuciti ad arte per smarcarsi dalle prescrizioni del CRU. L’assist di Articolo4 ha fatto sì che il dirigente del Dipartimento Regionale di Urbanistica, cui spetta di emanare il decreto che dà il via libera al PUA, non potrà non tenere conto della volontà del Consiglio catanese di non recepire le prescrizioni del CRU.
A rendere effervescente il dibattimento ci ha pensato bene il consigliere Manlio Messina dai banchi dell’opposizione, quando ricordava ad Alessandro Porto e a Salvo Di Salvo di essere stati protagonisti della precedente amministrazione e di continuare ad esserlo in quella attuale, tuttavia improvvisamente disponibili a rivedere criticamente il lavoro svolto sotto il precedente sindaco. Al di là della bagarre, Messina ha sfidato l’amministrazione a proseguire il lavoro di redazione del PRG, intrapreso anche questo da Stancanelli.
Il Consiglio comunale ha così vanificato l’impegno di Legambiente, Comitato No PUA e M5S, stante che le prescrizioni del CRU recepivano gran parte delle loro osservazioni. D’altra parte, il Consiglio ha lanciato un chiaro segnale alla Città, ovvero la volontà di creare sul territorio le condizioni favorevoli a nuovi investimenti.
Tenga allora alta l’attenzione, per non passare come il Consiglio dei buoni propositi ma di pochi fatti, o di fatti incoerenti alle aspettative.
Cosa ha votato il Consiglio comunale.
E’ stato approvato l’ordine del giorno con cui si chiede la stipula di un Protocollo di Legalità con gli enti partner del progetto, la Prefettura, le Forze dell’ordine e la Procura della Repubblica, al fine di scongiurare illeciti e infiltrazioni della malavita;è stato approvato l’ordine del giorno con cui ci si oppone all’apertura di nuovi centri commerciali sul territorio cittadino e ad impugnare qualsiasi provvedimento regionale avente ad oggetto varianti urbanistiche non approvate dal Consiglio comunale; è stato approvato l’emendamento che mantiene la zonizzazione adottata dal Consiglio comunale e impone che il Parco costiero sia ceduto al Comune ma gestito dal privato previa convenzione; è stato approvato l’emendamento con cui non si deve prescrivere nessuna limitazione all’estensione delle pensiline fotovoltaiche e si autorizza per gli alberghi l’altezza massima di 9 metri.

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