di Maria Morelli

Democrazia, diritti costituzionali, legalità e senso civico. Questi i temi fondamentali attorno ai quali, oggi, 13 maggio, ha ruotato il dibattito tenuto dall’ex giudice Gherardo Colombo presso la libreria Cavallotto di Catania, davanti a una nutrita platea di cittadini etnei.

Nel corso del pomeriggio, Colombo – negli anni Novanta uno dei personaggi chiave di “Mani Pulite” assieme ad Antonio Di Pietro e Piercamillo Davigo – si è rivolto all’uditorio presente invitando le persone ad essere cittadini attivi e non passivi, e spiegando così il suo intervento, che rientra, tra l’altro, in un tour organizzato da Colombo stesso e che lo porta, ogni anno, a confrontarsi con più di 40 mila studenti di tutta Italia.

«Per capire che cos’è la democrazia, ovvero “governo del popolo”, occorre necessariamente far riferimento alla nostra Costituzione, soprattutto soffermandoci sui primi tre articoli, al fine di comprendere meglio, attraverso i canali istituzionali qual è il sentire del popolo sovrano, qual è il suo modo di intendere le relazioni con gli altri e l’inviolabilità dei diritti umani dei cittadini, i quali devono avere pari dignità sociale davanti alla legge: la democrazia sostanzialmente è questo».

«I giovani – si legge sul blog dell’ex giudice “Sulle regole” – hanno molta voglia di essere coinvolti, è però necessario che si sentano protagonisti e non spettatori. Per questo parlo muovendomi tra loro, in un continuo dialogo di domande e risposte. Il contatto è tanto più positivo quanto più l’incontro è immerso in un percorso su regole, giustizia e persona organizzato e praticato dagli insegnanti durante l’anno scolastico».

Domani sarà la volta del Liceo Leonardo di Giarre, dove Colombo incontrerà gli studenti attraverso un colloquio informale ed interattivo, in cui intenderà affermare sempre di più l’importanza della democrazia, che è «per persone che sanno decidere con senso di responsabilità, non per bambini che hanno bisogno di qualcuno che scelga per loro», e della scuola, che cresce e forma i cittadini del domani, che devono essere «maturi e consapevoli».

Maria Morelli

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