Salvo Reitano

Ricorderanno, i nostri lettori, l’ultima boutade del governatore siciliano Rosario Crocetta che, nel corso di un’intervista al Fatto Quotidiano, aveva dichiarato: “Conosco il Corano e l’arabo, mandatemi il Libia a trattare”.
Bene, ora non ha più nemmeno la scusa di non avere i soldi per il viaggio perché ci ha pensato il Codacons, l’associazione dei consumatori, che ha colto al volo la proposta e prontamente acquistato per lui il titolo di viaggio
“Il presidente sarà sicuramente felice di sapere che Il biglietto è già stato fatto. Partirà giorno 10, in modo che abbia un paio di giorni per i preparativi (e ripassare l’arabo), con partenza da Catania Fontanarossa. Ovviamente il biglietto è di sola andata”, dice Francesco Tanasi, presidente Codacons, che aggiunge: “Se il presidente vuole sfidarci, noi accogliamo con piacere la sua sfida”.
Partirà, non partirà Crocetta? Approfitterà di questo ticket gratuito? Non lo sappiamo. Però continuiamo a non comprendere con chi vuole andare a trattare e cosa.
Al nostro governatore deve essere sfuggito un particolare: la Libia non è Gela e né tantomeno Palermo, non avrà a che fare con i mafiosi che pure sono pericolosi, ma deve vedersela con un esercito di carnefici e con un califfo che poco se ne infischia del fatto che parla arabo e conosce il Corano. Forse Crocetta, la sua battuta l’ha fatta con leggerezza e goliardia, ma nella lotta al terrore leggerezza e goliardia possono costare un prezzo troppo alto.
Vorremmo trovare un motivo di ottimismo nella futura, se ci sarà, “missione” del nostro governatore. Un appiglio, un qualcosa che ci restituisca una ragione valida perché lui si debba recare in Libia. E invece, niente. Ci sembra una proposta maledettamente ridicola nella tragedia di questi giorni infernali. Un inutile teatrino, mentre lo stato islamico jihadista ci tiene nel mirino e siamo carne da macello, da massacrare nelle metropolitane, nei teatri, negli stadi, nei caffè, negli alberghi di lusso, nelle università, nelle sinagoghe, nelle chiese cattoliche di tutti i continenti.
Crocetta questa uscita se la poteva risparmiare. Non si tratta con il Califfo. Per sconfiggere i terroristi dello stato islamico, il primo passo è decidere di contrattaccare perché il mondo civile deve essere determinato e non esitare quando è sfidato da avversari come l’Isis. Questi terroristi capiscono solo un linguaggio: quello della forza. Una forza fatta di armi e non di parole. Da una parte l’odio, dall’altra parte la civiltà. Dobbiamo solo decidere da che parte stare. Buon viaggio, presidente.

S.R.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi