Amt, Asec Trade, Multiservizi, Sostare. È questo il poker d’assi del comune di Catania, che secondo i capogruppo d’opposizione rischia il default a causa della pessima gestione ad opera  soprattutto dall’Amministrazione Bianco. Un default che si mescolerebbe imprescindibilmente alla mancata trasparenza e  di un piano industriale, che alcuni mesi fa in sede di Consiglio,invece, erano stati garantiti affinchè lo stato di salute delle aziende comunali venisse sempre tenuto sotto controllo.

Ma quasi come la maggior parte dei buoni propositi che con l’anno nuovo si accantonano, a guardar bene la situazione delle società partecipate, tutto questo non è avvenuto, e per denunciare la grave situazione in cui versano, gli esponenti di Area Popolare, Grande Catania e Forza Italia, hanno convocato in mattinata una conferenza stampa, spiegando così le ragioni del loro malcontento. Un malessere che ha già centrato il primo obiettivo, ottenendo per il prossimo 5 marzo, una seduta straordinaria del Consiglio comunale per discutere della delicata situazione economica e gestionale delle partecipate.

“È indubbio che sono gravate da problemi seri come buchi di bilancio, contratti di solidarietà per il personale, mancanza di nuovi contratti di servizio e eccesso di proroga per quelli vecchi con rischio di ricorsi legali in quanto fuori legge. Senza contare che invece ai dirigenti vengono spesso attribuiti premi di produzione come i superminimi”, hanno spiegato i membri dell’opposizione.

A suscitare sdegno e perplessità principalmente la mancanza di un ragionamento politico limpido, e lo sperpero di denaro pubblico per finanziare figure professionali  create da bandi confezionati ad hoc. Emblemi della cattiva gestione sono stati principalmente il bando per addetto stampa emanato dall’Azienda metropolitana trasporti etnea, e il bando per la ricerca di un dirigente esterno da parte della Sostare, già evidenziati da Manlio Messina.

Il presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Parisi, aggiunge: “L’amministrazione di Enzo Bianco parla tanto di economizzare le spese e di doversi attenere a un principio di spending review e poi non fa indagini interne per la ricerca di risorse che già possiede? Tutto questo mi sembra assurdo”, ha affermato. Ma tutto ciò sembra rientrare, secondo Parisi, in un percorso in cui il ruolo dell’amministrazione “manca di programmazione, controllo e piani industriali”.

Le soluzioni proposte dalle forze d’opposizione consiliari, verranno dunque presentate il prossimo 5 marzo, attraverso un documento programmatico sul regolamento delle partecipate, per illustrare il prototipo di azienda sana e trasparente, l’azienda che attraverso il suo ruolo attivo per il bene della città, dovrebbe conciliare destra e sinistra.

“Qualche mese fa il Consiglio comunale aveva approvato un piano attraverso il quale poter sempre sentire il polso alle aziende partecipate. Così non è stato – accusa il promotore dell’incontro, il consigliere Giuseppe Castiglione − in realtà tutto quel che succede lo veniamo a sapere dai giornali. Da oggi la parola d’ordine sarà chiarezza. In mancanza di questa non si andrà più avanti”.

In una nota l’Amministrazione denuncia che il centrodestra ha fatto perdere al Comune di Catania e ad Asec Spa ben 25 milioni di euro di mancati rimborsi da parte dell’Authority e che il costo  di cda e collegi sindacali si è ridotto, rispetto al passato, di oltre 170.000 euro all’anno più i 60.000 euro dati da InvestiaCatania ad alcuni presidenti. Appare ridicolo il tentativo del centrodestra di scaricarsi della responsabilità di aver messo in ginocchio le Partecipate caricandole di costi impropri e nominando vertici che le hanno ridotte in condizioni di gravi passività, in particolare Multiservizi, Sostare e Amt. Quest’ultima, dopo anni in passivo, grazie alle buone pratiche dei nuovi amministratori, ha chiuso l’ultimo anno in attivo e ha potuto consentirsi di assumere 40 autisti. Grazie alla lungimiranza dei lavoratori di Multiservizi, dove recentemente la Guardia di Finanza ha sequestrato documenti relativi al periodo 2009-2011, e Sostare, l’Amministrazione Bianco ha cominciato a far uscire queste società dalle secche.

Quando si fanno i conti bisognerebbe ricordare infatti che il costo complessivo di cda e collegi sindacali si è ridotto, rispetto alla passata amministrazione, di oltre 170.000 euro all’anno. E in effetti anche di più visto che alcuni presidenti di Partecipate hanno ricevuto da InvestiaCatania ulteriori compensi per 60.000 euro. Ma la mancanza più grave del centrodestra è stata quella dalla quale i consiglieri d’opposizione continuano a tentare di deviare l’attenzione agitando lo straccio rosso di questioni minime e peraltro infondate. Parliamo dell’enorme, dannosissima, omissione delle passate amministrazioni che “dimenticarono” di chiedere per l’Asec Spa la quota riconosciuta dal Garante per l’Energia agli enti investitori. L’Amministrazione Bianco lo ha fatto e riceverà due milioni e mezzo all’anno a partire dal 2014, ma il centrodestra ha consentito che il Comune di Catania e l’Asec perdessero in dieci anni ben 25 milioni di euro. E non vorremmo che questa “dimenticanza” fosse stata voluta per consentire, questa volta sì, una vendita a prezzi stracciati, di Asec Spa, così come votato dal centrodestra nel 2012. Questo anche per rispondere alla supposta “preoccupazione” dei consiglieri di opposizione che ci sia in atto una svendita dei “gioielli difamiglia”.

A questo proposito si registra anche lo sdoppiamento di personalità del consigliere Manlio Messina. Quest’ultimo infatti, nella passata consiliatura, il 19 novembre del 2012, aveva votato a favore della vendita, senza indicazione di alcun prezzo minimo, quindi, di fatto, una svendita, del 100% di Catania Multiservizi e Asec Trade, del 49% di Asec Spa e del 40% di Sostare e di Amt.

Le Partecipate, a giudizio dell’Amministrazione Bianco, rappresentano una grande risorsa per Catania, ma trasformarle, come vorrebbe l’opposizione, in un carrozzone senza un management capace di guidarle sul mercato, non servirebbe a salvarle, bensì a condannarle definitivamente.

Concludendo, noi abbiamo già risanato l’Amt e abbiamo mantenuto in piedi, con il contributo dei lavoratori, Multiservizi e Sostare. Noi, nei tempi previsti dall’ultima legge di stabilità dello scorso dicembre, presenteremo il riordino del sistema delle Partecipate. Tutto il resto è la solita trita polemica di bassa lega che serve a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle gravi magagne di cui abbiamo parlato.
Nicoletta Castiglione

 

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