Riceviamo e pubblichiamo.

CATANIA – Un’altra domenica di agonia per i commercianti del lungomare, un’altra domenica pentiti di non averla passata in famiglia, infatti il commento all’unisono dei gestori e proprietari di bar, pasticcerie e ristoranti della zona è stato: “ad averlo saputo prima…” Come racconta Massimo Magrì, presidente di FIPE Bar Confcommercio Catania.

“Sì, perché, di quest’ultima chiusura proprio non se ne sapeva nulla. Non che delle altre ci fosse stata chissà quale comunicazione, ma questa ci ha colti proprio di sorpresa, tanto che, increduli, molti dipendenti delle attività commerciali e di ristorazione, così come tanti residenti, hanno visto accerchiare le loro auto da tanti di quei vigili urbani che neanche stesse passando il sindaco…”

Non si può comunicare la chiusura al traffico del lungomare la stessa domenica mattina con un trafiletto sul giornale, lamentano commercianti e residenti. Non si può apprendere che dalle ore 9 le loro auto saranno rimosse se non spostate dalla zona.

“Infatti al sindaco  – continua ironico Magrì – piace vedere il lungomare liberato dalle auto…eccetto quelle dei residenti, commercianti, albergatori nonché ospiti, clienti del supermarket, fornitori, autoambulanze, forze dell’ordine e autobus di linea, tutti non curanti che ci possa essere un bimbo a scorrazzare felice con il suo triciclo in piena carreggiata. A trovarlo, poi, questo bimbo! Ma al sindaco piace vedere il lungomare liberato, non solo dalle auto, anche da artigiani, commercianti di antiquariato e perché no, qualche tavolino in più. Cose che altre amministrazioni “sprovvedute” desiderano proprio quando creano un area pedonale, a scopo di attrazione e finché si crei un afflusso.  E ancora, al sindaco piace vedere il lungomare liberato non solo dalle auto, da artigiani e commercianti ma anche dagli operatori ecologici e giardinieri comunali, ai quali non sembra essere permesso l’accesso per pulire la scogliera o liberare le aiuole da erbacce per dare loro un decoro. E pensate un po’, al sindaco piace pure avere il lungomare liberato dall’inquinamento luminoso, tanto da tenere l’illuminazione stradale spenta affinché le migliaia, ma che dico migliaia, milioni di presenze conteggiate ad uno ad uno dai propri assessori nonché dalla stampa compiacente, possa ammirare l’eruzione del nostro vulcano, anche nei giorni non liberati. E che nessuno neghi il successo degli eventi, per carità!”

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