di Marco Spampinato

Catania – Sono settimane, mesi che il percorso, le dichiarazioni e gli atti di chi, come Confcommercio Catania coi suoi massimi esponenti, lamenta un mancato, serio, programmato intervento della politica amministrativa cittadina al fine di risollevare le sorti di Catania, centro urbano in grave crisi economica, commerciale, sociale, nello sconfortante quadro italiano cammina parallelo è distante da quello fatto di azioni, e dichiarazioni, di chi, questa città alle pendici dell’Etna amministra assieme al sindaco Enzo Bianco. “I politici saranno lontani dai problemi dei commercianti, ma mi stupisce molto che il direttore generale di Confcommercio Catania, Antonio Strano, fornisca sulle imprese della Provincia dati diversi da quelli di Movimprese, che si occupa di natalità e mortalità delle imprese italiane registrate nelle Camere di commercio” questo è quanto dichiarato ieri, in una nota, dall’assessore alle Attività produttive del Comune di Catania Angela Mazzola che ha preso le distanze da quanto precedentemente affermato da Strano quando questi ebbe a specificare che “…In questi due ultimi anni si sono cancellate dalla Camera di Commercio ben 9.162 Imprese”. Mazzola lamenta di avere ravvisato in quelle dichiarazioni “…quasi una colpa latente attribuita dal dirigente di Confcommercio all’amministrazione Bianco”.

“Il dato in sé – ha proseguito l’assessore – è veritiero. Ma in realtà il direttore generale di Confcommercio Catania ha citato solo le cessazioni scordando di citare le iscrizioni, che sono state superiori offrendo, così, una rappresentazione assolutamente falsata della realtà. Nessuno deve, di certo, cantare vittoria con la crisi che, purtroppo, colpisce cittadini e commercianti, ma è giusto fare chiarezza. Nel 2013, infatti, secondo i dati forniti da Movimprese, Catania ha avuto 5.749 cessazioni a fronte di 6.674 iscrizioni, quindi con un saldo attivo di 925 pari allo 0,92% in attivo.

Ma non è finita: nella graduatoria del primo trimestre del 2014, Catania risulta al decimo posto nella classifica dell’intera Italia”. Forse una grama consolazione, aggiungiamo, in un Paese che interpreta, alla perfezione, lo spirito di un vecchio programma Tv di successo e di arborea a memoria “Indietro tutta”.

Cristo nel lungomare di Catania (5)

“Ci chiediamo a questo punto – ha concluso l’assessore Mazzola – per quale motivo Confcommercio non si riconosca in questi dati positivi. E soprattutto perché utilizzi a supporto dei propri ragionamenti dati assolutamente contrari alla realtà dei fatti per come ufficialmente documentato da Movimprese. Una cosa è la crisi, che tutti insieme dobbiamo affrontare, una cosa è utilizzare dati in maniera inappropriata”. “Abbiamo offerto all’Amministrazione Bianco ogni apertura possibile, espresso la nostra volontà di partecipare ai tavoli tecnici per la concertazione, proposto punti di vista e progetti per provare a contrastare, insieme, la crisi, espresso le fondate preoccupazioni per un commercio, ma anche per l’artigianato, e la piccola impresa, che in questa città come altrove vanno a morire nel l’indifferenza o nella inadeguatezza delle risposte delle rispettive pubbliche amministrazioni – controbatte Francesco  Sorbello per Confcommercio – Ma la disponibilità al dialogo per la cura dell’interesse, non già dei nostri associati ma dei cittadini, in senso più ampio ci è stata attribuita, da sindaco e giunta, solo a parole. Addirittura, dall’incontro proposto, e ottenuto con Bianco l’altro ieri, dal nostro presidente Riccardo Galimberti, abbiamo ricevuto solo la certezza che l’amministrazione andrà avanti per la sua strada senza preoccuparsi neppure della relazione che, preoccupati per l’andamento generale del commercio e di tutti gli altri settori di traino, stanno per presentare i capi gruppo al Consiglio comunale. E Confcommercio, ad oggi, non è mai stata invitata a partecipare a nessun tavolo tecnico come se non rappresentasse migliaia di cittadini, ed esercenti, di questo capoluogo

 

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