Catania. E’ caccia al consigliere. Sembra essere questa, secondo i membri del consiglio comunale, la tendenza degli ultimi mesii. Ultimo episodio in ordine di tempo, la conferenza stampa tenuta stamattina dal Movimento 5 Stelle. Il Movimento catanese, insieme alle parlamentari Giulia Grillo e Nunzia Catalfo ed alla deputata regionale Gianina Ciancio, ha reso pubblica una “black list” dove sono state analizzate tutte le presenze dei consiglieri catanesi alle commissioni per le quali è previsto un gettone. Sono state rilevate alcune anomalie, presenza in più commissioni e gettoni dati dopo sedute durate pochissimi minuti. “Oggi abbiamo mostrato i dati provenienti dalla richiesta di accesso agli atti fatta quelli di Catania, da queste richieste sono scattate molte Gettonopoli -ha  affermato Gianina Ciancio – Nel caso di Catania abbiamo presentato una diffida al comune perché non sono stati rispettati i 30 giorni nei quali, per legge, l’amministrazione deve garantire l’accesso ai documenti. Dall’analisi abbiamo visto che la produttività delle commissioni non era quella che ci aspettavamo almeno per un costo come quello di un milione di euro. Abbiamo fatto una richiesta di modifica del regolamento perché i gettoni si maturano anche dopo un minuto. Chiediamo la permanenza per almeno il 75% della commissione”. E ecco proiettati sul muro i numeri e i nomi sotto accusa, quasi si trattasse di una vera e propria caccia alle streghe. A ricambiare l’effetto “cattiva sorpresa” dei grillini, sono proprio i consiglieri comunali sotto accusa, che con molta dignità e senso di responsabilità si sono presentati alla conferenza, affrontando così in prima persona, la spinosa questione.

“Ultimamente sembra che siamo il male assoluto- ci racconta amaramente Giuseppe Catalano- e invece cerchiamo solo di rappresentare i nostri concittadini con correttezza. Non mi voglio nascondere dietro la demagogia. Ma onestamente non accetto accuse da chi ha sottovalutato tanti piccoli dettagli. Per esempio l’errore umano. Ci sono errori di trascrizione, orari di entrata e uscita che non sono stati segnalati, e nessuno si è preso la briga di dire che su 35 sedute a noi ne vengono pagate 27. Sono molto sereno in merito al mio operato, sono contro gli sprechi, ma il nemico non è da ricercare tra i consiglieri comunali.”

“Mi sento di fare immediatamente chiarezza riguardo alle accuse sul mio eventuale dono dell’ ubiquità del quale purtroppo non dispongo- aggiunge Ludovico Balsamo-
Non nascondo che a volte mi avrebbe fatto piacere poterne disporre ma purtroppo sono solo uno e ad oggi non ho trovato il modo di potermi duplicare…
Contento(prendendo per buono quanto dichiarato) di non rientrare tra coloro che si spostano a gran velocità e tutto sommato anche del fatto che solo in due circostanze ho partecipato a commissioni per una durata di 5 minuti vorrei spiegare senza alcuna demagogia ciò che succede quando si parla di ubiquità.
Tutti i giorni dispari partecipo ai lavori della commissione viabilità presieduta dal collega Carmelo Sofia che molto spesso si tiene alle ore 9,15 nella sala attigua all’ aula del consiglio comunale.
Alle ore 10,00 sempre nei giorni dispari inizio i lavori presso la commissione commercio di cui sono presidente e gestendo i lavori della commissione che presiedo cerco sempre di essere il primo ad arrivare e certamente l’ ultimo ad andare via.
Ovviamente ad un orario che può oscillare tra le 9,55 e le 10,05 lascio i lavori della commissione viabilità per iniziare quelli della commissione commercio.
Non sempre chiedo alla segretaria verbalizzante della commissione che lascio se ha appuntato con estrema precisione l’ orario in cui esco.
Ecco che così facendo può capitare che il’ mio orario di uscita venga trascritto alla fine della commissione possibilmente alle 10,10 o alle 10,15 insieme a quello di altri colleghi che hanno continuato i lavori fino alla fine.
Nel frattempo magari avendo iniziato i lavori nell’ altra commissione risulta la mia presenza alle ore 10,00.
Ecco come capita che un consigliere possa trovarsi presente contemporaneamente ai lavori di 2 commissioni differenti.
Nessuno scandalo e nessun miracolo…Se  i 5 stelle di Catania dovessero interessarsi a problematiche reali della nostra città ed in particolare quelle che riguardano il settore commercio sarò ben lieto di collaborare. La demagogia non fa bene a nessuno e soprattutto a Catania che in questo momento sembra essere sotto assedio da parte di tutti…”

Nicoletta Castiglione

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