Catania. Una lunga giornata di passione. Quella vissuta da una città che non sa misurarsi col maltempo. Ormai le piogge torrenziali che si susseguono copiose piegano Catania come i rami di un salice piangente. E il resoconto delle ultime ore ne è una triste conferma. Si comincia dal mattino, con la previsione errata diramata dalla protezione civile. Allerta arancione. Quindi scuole e uffici aperti. Ma stavolta l’allerta è da rosso. Rosso fuoco. La bomba d’acqua che si abbatte impietosa sulla città perdura fino alle cinque del pomeriggio, lasciando dietro di se disagi e danni per la popolazione. E non è finita, domani è ancora allerta meteo. Come la scena di un film già visto il centro storico torna ad essere invaso dall’acqua. Un fiume in pieno che scende dai monti e si riversa violento sulle arterie principali della città, paralizzando il traffico e deturpando le strade. I tombini vomitano liquame e fango. L’asfalto si trasforma in una scacchiera pasticciata piena di pietre e detriti. E’ un gioco mostruoso di buche e voragini, come quella che ha traumatizzato gli abitanti di Valverde, inghiottendo un’automobile, per fortuna senza passeggeri a bordo. Dal primo cittadino nessun comunicato ufficiale per ora. Si fanno sentire i consiglieri, stanchi di un’immobilità distruttiva e nociva per Catania. Catalano minaccia di abbandonare la maggioranza. Manlio Messina pubblica video di un territorio flagellato sulla sua bacheca facebook. Alessandro Campisi parla dell’assurda situazione di panico vissuta nella municipalità picanello, ognina , barriera ,canalicchio :”A causa del cattivo funzionamento dei tombini molte zone oggi sono rimaste isolate. I genitori della scuola Italo Calvino hanno dovuto letteralmente salvare i lori figli dall’allagamento dell’istituto, i nostri uffici circoscrizionali sono stati sommersi dalle richieste di aiuto, i marciapiedi realizzati all’altezza della strada erano impraticabili. Chiediamo un tavolo tecnico affinchè non si debba ripetere sempre la medesima situazione. ” E di soluzioni alternative parla Giuseppe Zingale, dopo aver parlato del triste bollettino di guerra che ha messo in ginocchio la zona di San giovanni Galermo e Trappeto: ” Arterie allagate in maniera inimagginabile, arredo urbano e manto stradale devastati. se non s’interviene subito si andrà solo a peggiorare. Nella zona Cibali, il torrente Cifalota che passa sotto piazza Bondias và ingrossandosi ad ogni pioggia torrenziale, facendo saltare i tombini. Bisogna convogliare le acque e sfruttarle, altrimenti si richia grosso”
E si rischia grosso si. E intanto continua a piovere…
                                                                                                                                                              Nicoletta Castiglione

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