CATANIA − Giovedì pomeriggio, in piazza Università a Catania, i ragazzi di Azione Universitaria insieme con quelli del movimento Avanguardia e a molti altri giovani e non, hanno voluto ricordare le vittime del terrorismo. Un’ora intensa e piena di emozioni fatta di riflessioni, cordoglio e commemorazione. Il suono di una tromba, più di duecento candele accese e una corona di fiori per rendere omaggio a chi, purtroppo, non c’è più. “Abbiamo ricordato le vittime di tutti gli attentati terroristici, – afferma Giuseppe Amato, coordinatore comunale del Movimento Avanguardia (Catania) − vogliamo dimostrare che nessuna vile azione, neanche la più crudele, potrà mai mettere in discussione i sani valori di unità, solidarietà e rispetto reciproco che caratterizzano il nostro modo di essere”.

Tanti gli universitari presenti. “Siamo felici di esser riusciti a portare in piazza così tante persone – dichiara Francesco Ferlito, presidente provinciale (Catania) di Azione Universitaria – ringrazio tutti i ragazzi della nostra associazione, fondamentali per la riuscita dell’iniziativa, e gli amici che hanno, insieme ai loro gruppi, risposto presente al nostro invito. Uno speciale grazie va al vicepresidente di Avanguardia, Bruno Spitaleri, a Simone Granata (Cervantes ndr), Francesco Valenti (We Love UniCt ndr), Gianmaria Mondelli (Orizzonte Italia ndr) e Gaetano Galvagno (Libertas ndr) “. Durante la cerimonia commemorativa c’è stato spazio per alcune riflessioni.

<“All’indomani delle ultime stragi – sottolinea Sebastiano Flaminio, coordinatore Provinciale  di Avanguardia − è doveroso ribadire che la guerra che è in atto va fermata in primis culturalmente e in secondo luogo con una presa di coscienza rispetto a ciò che ci sta intorno”. “Oggi abbiamo commemorato non solo le vittime dei tragici attentati di Parigi – sostiene Luigi Provini, dirigente di Azione Universitaria – ma anche quanti, a causa del terrorismo, hanno perso la vita, più o meno recentemente, in altre parti del mondo. A volte ci si rende conto delle cose soltanto quando accadono a casa nostra: è un errore che non può e non deve essere commesso”. La cerimonia si è conclusa con un momento di preghiera presso la Basilica della Collegiata alla presenza di Padre Barbaro Scionti.

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