“Metterci l’impegno è il minimo indispensabile per dei professionisti. Infortuni? Un caso assurdo, da inchiesta”

di Gianluca Virgillito

Un fiume in piena, un uomo di sport che non le manda a dire: Renato Marletta, commenta per Sicilia Journal la partita persa dal Catania in terra umbra per mano della Ternana.

“Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, senza dubbio, anche perchè arrivata contro una squadra che per quello che ho visto è la più modesta che abbiamo affrontato fino ad oggi. Tesser, ex Catania, ha comunque studiato bene la partita e ha portato a casa i tre punti. Non abbiamo continuità, specialmente in trasferta continuiamo ad andare in difficoltà. Contro la Ternana, però,  a penalizzarci è stato Leto che da professionista quale è, non dovrebbe avere certi comportamenti. A mio avviso è importante la gestione dei giocatori da parte della società, ed è per questo che lo metterei fuori squadra, per dare un segnale forte, anche per rispetto di tutto l’ambiente, e dei tifosi che fanno lunghe trasferte sperando nella svolta.

Non parliamo del capitolo infortuni.. da inchiesta sportiva. Rolin si è fatto di nuovo male, probabilmente aveva bisogno di più tempo per recuperare. Tanti giocatori incerottati. In difesa abbiamo dovuto adattare un centrocampista. Anche il centrocampo ha fatto male, non supportando a dovere gli attaccanti. Abbiamo gli uomini contati, a Gennaio è obbligatorio intervenire. Intanto bisogna cercare di racimolare quanti più punti possibili. La società deve essere chiara, nei fatti più che nelle parole, nel rispetto dei tanti abbonati che a scatola chiusa hanno dato fiducia al presidente Pulvirenti e alla risorsa Pablo Cosentino. Bisogna prendere calciatori italiani, che conoscono la categoria. Sannino, uomo che sa di calcio, sta cercando in tutti i modi di dare una scossa al gruppo. Un allenatore capace, deve essere messo in condizione di lavorare al meglio per far bene da dirigenti capaci. Ancora non ho capito se nei fatti abbiamo un direttore sportivo.

Nel mondo dello sport anche la componente “fortuna”  è importante, e gli episodi a favore o sfavore decidono le partite. Ad esempio contro il Latina abbiamo vinto grazie alla punizione di Calaiò. Ma da parte della squadra  non ho mai visto un dominio di gioco assoluto, abbiamo delle carenze importanti che sono note a tutti. Ci sono in rosa giocatori importanti come lo stesso Calaiò e Rosina che possono decidere le partite, e questo è sicuramente un punto a favore. Prendendo in esame proprio il numero dieci rossazzurro: secondo me non ha mai giocato nel ruolo di competenza. Per me è un trequartista, che va schierato dietro le punte. Potrebbe essere devastante più di quanto già non sia. Ma infortuni e un organico incompleto costringono l’allenatore a metterlo una volta a sinistra, una volta a destra. Ci vuole costrutto della formazione dell’organico. Questo è il mio parere.

Spezzo una lancia a favore del vostro collega giornalista Marco Di Mauro, allontanato per aver espresso una domanda forse scomoda per qualcuno: la società dovrebbe accettare le critiche, fanno parte del gioco, non per questo un uomo che lavora deve essere penalizzato”.

 

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