CATANIA – E’ attivo dal settembre 2014. E’ ben nascosto dietro gli Archi della Marina. Non è pubblicizzato dall’Amministrazione. I commercianti pagano un canone. Nell’ultimo mese ha perso almeno 25 operatori su circa 140. Ci trovi storie, colori, ricordi,  cultura ed occasioni.

Di cosa si tratta? E’ il Mercatino delle pulci del Porto: il risultato di un continuo declino e frazionamento di microsistema economico-culturale che una volta era un fiore all’occhiello per il centro cittadino. Da quando è nato, più di 20 anni fa, è passato per piazza Mazzini, piazza Carlo Alberto, Piazza Dante, via Ventimiglia e dunque – tra un mal di pancia amministrativo ed un altro- è stato diviso in due tra un’area nella zona di S. Giuseppe La Rena e un’altra al Porto di Catania. Quello del Porto è stato pensato per accogliere in modo più selezionato ed ordinato antiquariato e collezionismo.

Oggi lo abbiamo visitato per  vedere cosa succede e chiedere a clienti e commercianti cosa ne pensano.10448467_10200472844419068_4396009491565116466_o

Abbiamo impiegato qualche minuto in più per arrivare dato che nei dintorni è quasi impossibile parcheggiare. Di buon mattino abbiamo subito riscontrato un clima di insoddisfazione e disagio da parte di non pochi espositori. Affluenza scarsa e sempre più stand vuoti poiché abbandonati da chi ha scelto di non sottostare al disinteresse di un’Amministrazione che chiede per poi non dare mai. E’ richiesto un canone di 96 euro per 8 settimane, pagamento anticipato. Più di una volta si sono verificati disservizi madornali. Per tre volte, nell’arco di questi mesi, chi andava a lavorare alle 6 del mattino,  trovava l’intera area occupata da 15-20 container da imbarcare sulle navi traghetto. La prima volta non sono stati rimossi e chi poteva ( dato che certi stalli erano fisicamente occupati) ha disposto la merce in mezzo ai rimorchi. Altre due volte ci sono volute due ore per far liberare il luogo dagli addetti del Porto. Il proprietario del chiosco delle bibite, quasi con riso sardonico, ci confida che paga a sue spese i bagni chimici, circa 150 euro a domenica, oltre al succitato canone. ”Vengo qui perché ho preso l’impegno, ma ci vado sotto”. L’Autorità portuale non gli ha concesso l’accesso da un altro ingresso e ogni domenica rischia di danneggiare seriamente il suo chiosco ambulante – su rimorchio – a causa di un di un dislivello dall’ingresso principale. “ Quello è l’ingresso, e basta!”,  gli hanno detto. Unico ingresso per un’area che dovrebbe ospitare dalle 200 alle 600 persone a domenica:è meglio non pensare ad una ipotetica evacuazione e non vi consigliamo di presenziare durante le difficili operazioni di carico e scarico. Un altro addetto ci avvisa che una domenica mattina ha rinvenuto degli escrementi, presumibilmente umani, nello stallo a lui assegnato. Tutto ciò avviene poco prima che un alto mobile antico, spinto dal vento, cada rovinosamente su alcuni clienti rischiando di ferirli e mandando in rovina diversi oggetti. Già, il vento che ovviamente è naturale trovare in qualsiasi porto, dove solitamente non si organizzano dei mercatini! In tutto questo non vi è alcuna pubblicità da parte degli enti, la clientela si riduce alle solite persone che conoscono il luogo e che ormai comprano poco. Per di più – continuano a raccontarci altri operatori- il mercatino ha subìto degli stop forzati da parte dell’amministrazione per dare spazio ad altre fiere, come quella di Sant’Agata o per motivi ancora poco chiari. Sono stati “risarciti” i commercianti con la possibilità di “lavorare” sia domenica 7 dicembre che lunedì 8:metodo deleterio per una mercatino a cadenza settimanale dove chi viene domenica non torna il giorno dopo.

La clientela affezionata è senza parcheggio, la nuova è quasi un miraggio e gli onesti lavoratori sono affannati. Ci sorridono e augurano buon lavoro anche a noi. E’ lo specchio di una città che cerca di ripartire in tutti i modi, iniziando dalla sua storia quotidiana, dalle sue radici, dalla buona volontà e dalla voglia di lavorare, ricercare, sapere e comprare della gente, mentre chi amministra è assente o dimostra incompetenza. Nel frattempo si prepara una petizione per cercare di far presente queste problematiche e far porre rimedio.

Sergio Casabianca

 

 

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