Daniele Lo Porto

Marcatori: pt. 13’ e 42’ Di Grazia, 46’ Pozzobon

CATANIA (4-3-3): Pisseri, Parisi, Gil, Bergamelli, Djordjevic, Di Cecco, Bucolo, Biagianti; Calil; Barisic (11’ st Russotto ), Di Grazia. A disposizione: Matosevic; De Rossi, Mbodj, De Santis, Nava; Silva, Scoppa, Piermarteri; Piscitella, Anastasi, Paolucci. All. Rigoli.

MESSINA (4-3-1-2): Berardi; Mileto, Palumbo, Bruno, De Vito; Lazar, Musacci, Capua (10’ st Madonia ); Mancini; Ferri, Pozzebon. A disposizione: Russo; Marseglia, Maccarrone, Rea, Bramati, Rafati, Ricozzi, Akrapovic, Gaetano, Crudo. All. Marra.

Arbitro: Balice di Termoli.

 

Note: ammoniti Musacci, Djordjevic, Di Cecco per gioco falloso. Calci d’angolo 1-3, Recuperi pt 2’ e     . Spetttaori: 9.496 8287 nel settore Ospiti) con un incasso di 45.580. Record stagionale di presenze al Massimino.

CATANIA – Finalmente la squadra rossazzurra si sblocca e ottiene una vittoria convincente sul piano della qualità della prestazione e del risultato e, soprattutto, scopre il suo miglior calciatore della stagione: Andrea Di Grazia. Confermato nelle ultime giornata da Pino Rigoli, il ventenne di San Giovanni Galermo, quartiere nord di Catania, ha giocato una prestazione impeccabile, in termini di quantità e qualità. Basterebbero i tre gol per dare un segno più che significativo della prestazione del ventenne, che già era esploso nella seconda parte della scorsa stagione con l’Akragas e che, adesso, sotto l’attenta direzione dello stesso mister Rigoli è cresciuto partita dopo partita. Contro il Messina è andato a ricoprire il ruolo di prima punta, pur patendo dalla corsia esterna, sfruttando i movimenti di Calil, che più volte gli ha “aperto” la difesa avversaria. Ma sarebbe riduttivo dare tutti i meriti a Di Grazia: tutti i rossazzurri, infatti, hanno disputato una prestazione di livello ben superiore rispetto anche al recente passato, ma soprattutto sono stati cinicamente concreti oltre che generosi. Ai tre gol bisogna anche ricordare le due reti annullate allo sfortunato Calil per qualche centimetro di fuorigioco e la clamorosa occasione fallita nel primo tempo, sull’ 1-0, da Barisic, per eccesso di sicurezza, smarcato ottimamente dall’incontenibile Di Grazia. Da non dimenticare neanche il palo, nel finale, colpito da Russotto

Il Messina, da parte sua, ha giocato una prestazione a testa alta, sicuramente senza demeritare e restando sempre in partita, riaprendo il risultato anche sul 2-0 e facendo sudare freddo gli etnei fino alla fine. Una traversa di Pozzobon, altre occasioni sprecate per pochissimo confermano che i giallorossi non hanno sfigurato. Forse l’unico errore di marra, sfortunato nell’incappare nella migliore prestazione del Catania dall’inizio della stagione, è stato quello di non riuscire a porre un freno proprio a Di Grazia che sulla corsia sinistra è stato devastante e le cui rapide incursioni al cento non venivano adeguatamente contrastate.

Rigoli rispetto all’ultima partita, a Taranto, ha dato ulteriori aggiustamenti allo schema tattico. Di Cecco, al posto i Fornito, e Bucolo, riconfermato in sostituzione di Scoppa, hanno dato impermeabilità ed elasticità al centrocampo. Il tridente con Calil, al centro ma un po’ arretrato in alcuni fasi di gioco rispetto agli esterni diversi per caratteristiche fisiche e tecniche come Di Grazia e Barisic, è apparso senz’altro più efficace di tante altre prestazioni e non solo per la capacità di realizzare tre reti (fino ad ora erano state complessivamente cinque), ma anche per l’imprevedibilità della manovra.

Le reti: Sblocca il risultato Di Grazia abile a concludere un’ azione iniziata da Djordjevic e con assist di Calil. Raddoppio in mischia con Di Grazia freddissimo a trovare l’angolino più lontano tra mille gambe. Nel recupero del primo tempo Pozzebon sfrutta un errore dei centrali etnei e piazza la palla di precisione. Il 3-1 viene suggellato ancora da Di Grazia che questa volta conclude una percussione centrale.

Se lo tiene ben stretto il pallone dei tre gol con tutti gli autografi dei compagni di squadra. I suoi occhi manifestano una gioia indescrivibile. Dopo i gol le dita ad indicare il cielo e poi un abbraccio forte e sincero al mister. Andrea Di Grazia ha vent’anni, ma già è entrato nella storia del Catania: “Sono contento per me , ma soprattutto per la squadra perché abbiamo ritrovato la vittoria che ci mancava da un po’ di tempo. Ma non abbiamo fatto ancora nulla: dobbiamo proseguire su questa strada. Per un catanese come me questa giornata è il massimo: esultare in uno stadio così caloroso è un’emozione indescrivibile. Gli abbracci a Rigoli sono sinceri: per me conta tanto – sottolinea l’attaccante etneo -. Dedico i gol a mio padre Graziano che è scomparso quando ero piccolo, e a mia madre che era in tribuna”.

Pino Rigoli, invece, mantiene la solita flemma: “Abbiamo vinto una partita importante, ma vale sempre tre punti. Per il momento non guardiamo la classifica. Sono contento della prestazione dei ragazzi come in tante altre occasioni, ma questa volta siamo riusciti a concretizzare le occasioni che abbiamo creato e che sono state ben più di tre. Non sono abituato né ad esaltarmi né a deprimermi – aggiunge il tecnico rossazzurro -, ma oggi è stato importante sbloccarci. Di Grazia ha ottime qualità, lo conosco bene. Non diciamo che la partita l’ha vinta lui, ma è stato bravo a finalizzare il lavoro dei compagni, Con lui c’è un rapporto speciale”.


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