di Alessandro Famà

CATANIA – La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catania, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione, ha ultimato l’Operazione “Caimano” confiscando il patrimonio di circa 3 milioni di euro accumulato illecitamente dal 41enne Agatino Litrico, appartenente al clan mafioso dei “Cappello” e dedito al traffico di sostanze stupefacenti per loro conto. Nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata una delle misure più efficaci è costituita dall’aggressione ai profitti illeciti derivanti dai reati e reinvestiti dalle diverse organizzazioni. In questo contesto i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania, dopo l’arresto nel 2009 per traffico di droga, hanno avviato una mirata indagine patrimoniale nei confronti del soggetto e del proprio nucleo familiare per verificare la coerenza del suo tenore di vita con i redditi formalmente dichiarati. All’esito delle attività investigative, condotte anche attraverso l’utilizzo del software “molecola” apposito applicativo sviluppato per l’analisi di tutte le informazioni disponibili nelle banche dati, è emerso chiaramente l’illecito arricchimento della famiglia Litrico e la netta sproporzione fra il patrimonio disponibile, indebitamente accumulato nel corso degli anni per effetto delle ripetute condotte criminose, e i redditi ufficiali. Pertanto, le Fiamme Gialle hanno proposto all’Autorità Giudiziaria l’adozione della misura ablativa dei beni individuati, del valore di circa 3 milioni di euro. La Sezione Misure di Prevenzione, nel collegio presieduto dal Giudice Carlo Cannella, ha così disposto la confisca di tre immobili e tre appartamenti, che si trovano tutti a Catania, di un’impresa individuale di pesca a strascico con il relativo peschereccio denominato “Caimano”, di un’autovettura, un furgone, due depositi a risparmio e un conto corrente bancario.

A.F

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