CATANIA – Dopo il grande successo dell’11 gennaio, con una gran folla di visitatori venuta ad ammirare il Palazzo degli elefanti e ad assistere a un applaudito concerto, anche domenica prossima il Municipio rimarrà aperto per accogliere cittadini e turisti offrendo loro della musica.

Dalle 9 alle 13 si potrà liberamente entrare nel Palazzo, dalla corte che ospita le carrozze del Senato e, salendo dallo scalone monumentale, accedere alle sale ricche di quadri e statue preziose. Alle 11, nel Salone “Vincenzo Bellini” di Palazzo degli Elefanti, si svolgerà un altro matinée sinfonico, il secondo del mese, con il concerto di un’orchestra da camera.
“Siamo stati felici – ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco – della grande partecipazione del primo dei tre appuntamenti di gennaio e siamo certi che anche il prossimo attirerà numerosi visitatori. Ripeto sempre che il Palazzo degli elefanti contiene un gran numero di opere d’arte di cui andare orgogliosi e viene tenuto come un autentico gioiello dal cerimoniere Luigi Maina. L’atmosfera che c’era nel Salone Bellini durante il concerto di domenica scorsa era davvero piacevolissima. Rinnovo dunque l’invito ai Catanesi che ancora non lo conoscono, soprattutto ai più giovani, affinché vengano ad ammirare la sede del nostro Comune”.
Protagonista del concerto di domenica prossima, diretta dal maestro Fabio Raciti, sarà l’Orchestra d’archi Catanese, di otto elementi, che si esibirà con la soprano Emanuela Di Gregorio e il baritono Salvo Todaro. Tra l’altro saranno eseguite musiche di Antonio Vivaldi (Concerto grosso in la minore per violino e archi), Wolfgang Amadeus Mozart (Piccola serenata notturna), Johan Sebastian Bach (Suite in re maggiore), Vincenzo Bellini (sinfonia di Norma, Ah non credea mirarti da La sonnambula) Giacomo Puccini (Oh mio babbino caro), Johann Strauss (diversi Valzer), Johann Pachelbel (Canone per archi in re maggiore), Pietro Mascagni (intermezzo da “Cavalleria rusticana”). Il concerto sarà inoltre aperto dall’Inno d’Italia di Goffredo Mameli e si concluderà con il popolare inno a Sant’Agata di Corsaro-Licciardello.
L’apertura periodica di Palazzo degli elefanti a cittadini e turisti è stata voluta dal sindaco Bianco per far conoscere ai Catanesi la propria casa, nata dopo il disastroso sisma del 1693 che rase al suolo la città. L’architetto Giambattista Vaccarini, nel 1735, intervenne sul Municipio quando l’impianto già raggiungeva la prima elevazione e ne modificò il prospetto. Ha un atrio d’ingresso su ogni prospetto a sottolineare il suo carattere di edificio aperto al pubblico e di servizio alla collettività.
Il Palazzo rappresenta ogni volta non solo per i turisti ma anche per gli stessi Catanesi un’autentica scoperta per il gran numero di opere d’arte che vi sono conservate. Non soltanto i quadri, in particolare le grandi tele di Giuseppe Sciuti, che lo fanno apparire come una piccola pinacoteca, ma anche gruppi statuari di grande pregio, a cominciare da quella “Sirena” di Emilio Greco recentemente donata alla città.
Nella Corte i visitatori si soffermano ad ammirare le carrozze del Senato: una fastosa berlina in legno dorato e dipinto della fine del XVIII secolo, e un’altra più semplice, entrambe tradizionalmente usate durante i festeggiamenti per la patrona Sant’Agata.
La collezione di elefanti nella stanza del Sindaco è una delle grandi attrattive per i visitatori più curiosi, abbagliati dalla fastosità del salone dedicato a Vincenzo Bellini, il più grande del Palazzo, sontuoso e ricca di arazzi e grandiosi quadri, tappeti pregiati e altre opere d’arte. Il salone si affaccia sul balcone monumentale da dove il sindaco e le autorità seguono le celebrazioni del grande teatro barocco della piazza Duomo.
Lo scorso anno l’apertura al pubblico ha portato nel palazzo numerosissimi visitatori, in particolare nell’agosto scorso, in occasione della festa estiva di Sant’ Agata, quando si registrò un notevolissimo afflusso, stimato intorno alle novemila persone.

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