di Daniele Lo Porto

CATANIA – Al momento è solo un’indiscrezione scivolata fuori dai corridoi di Torre del grifo. Maurizio Pellegrino potrebbe essere il tecnico del Catania anche nella stagione 2014-15 e non concludere, quindi, la sua presenza sulla panchina rossazzurra con l’ultima partita al Massimino, contro l’Atalanta. Da “traghettatore” (termine rifiutato dal diretto interessato fin dalla sua prima conferenza stampa, subito dopo la fine del Maran-bis) a “ricostruttore”.  Il presidente Nino Pulvirenti, infatti, confortato dai risultati del tecnico di Siracusa, che ha avuto il merito di ridare un po’ di dignità ad una squadra di zombie, sembrerebbe intenzionato a rinunciare a un tecnico esterno, sul quale starebbe lavorando l’amministratore delegato Pablo Cosentino, e a valorizzare una risorsa interna che, tutto sommato, risponde ai requisiti che in passato sono stati richiesti ai tecnici ai quali affidare la squadra (con tanto di delusioni, da Giampaolo a Baldini, e i risultati controversi di Maran). Pellegrino, dalla sua, ha la perfetta conoscenza dell’ambiente, una discreta esperienza, sia pure a livello di categorie inferiore, e non ha certo sfigurato in questo scorcio di campionato.

 Per programmare la risalita, immediata, in serie A è necessario muoversi per tempo e la scelta del nuovo, o vecchio, tecnico è la premessa di tutto, per evitare che sia la società a costruire la squadra e poi sia il tecnico a doversi adattare, come è successo nel recentisismo passato.

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