Appena varcata la soglia del Liceo Classico “Nicola Spedalieri”, come per riflesso condizionato, sulle nostre labbra si disegna un sorriso e una sensazione di gioia ci pervade, abbiamo l’impressione di essere entrati nel tempio della cultura. E non per niente lo “Spedalieri” (com’è più comunemente conosciuto a Catania) è il Liceo più antico della città etnea: 155 anni di storia e di cultura e non dimostrarli.

Nella notte bianca del Liceo “Spedalieri”, ad accoglierci, dinanzi all’androne, ci sono delle splendide muse ispiratrici che ci sorridono, mentre degli studenti in livrea ci guidano per mano fornendoci suggerimenti preziosi e la brochure che ci illustra il programma con il percorso culturale da seguire. Professori, studenti, genitori, aspiranti matricole, e semplici amanti della cultura si mischiano nelle varie sale monotematiche, s’incrociano, si scambiano idee, dibattono su temi sociali, leggono e discutono dei classici della letteratura. Dalla “Metamorfosi” di Ovidio a quella di Kafka, dalle opere di Catullo a quelle di Lucrezio, intermezzate da una sonata di Beethoven. Ci sembra di vedere Socrate che passeggia con Fedro seguito dai suoi studenti, mentre seraficamente insegna loro il suo sapere. E non è un miraggio!

Nella biblioteca troviamo testi in greco e in latino, che profumano di antichità e di sapere, saggi di filosofia, classici e moderni, collocati nelle librerie, su scrivanie e banchetti. Un giovane e un adulto, accomodati in poltrona, sembrano estraniati dal mondo, persi come sono nella lettura. Anche le pareti, guarnite dalle poesie del MeP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia), parlano d’amore, di sofferenza di vita. Il MeP è un movimento composto prevalentemente da giovani che gratuitamente e per passione, restando anonimi,  si prefiggono la divulgazione della poesia, di cui lo “Spedalieri” vanta l’adesione di molti dei suoi allievi.

bosco ter

Non solo le discipline umanistiche riscuotono successo, anche il laboratorio di chimica è gremito di sguardi che sgranano gli occhi dinanzi agli esperimenti stupefacenti del tecnico.

Tra i vari dibattiti quello più acceso è incentrato sull’utilità del Liceo Classico ai nostri giorni: tesi pro e contro, tra stesse e diverse generazioni, si confrontano senza alterazioni di toni.

Non c’è dubbio il quesito ha già avuto una risposta certa e senza alcuna esitazione. La risposta è proprio in questa notte bianca, dove l’effluvio dell’arte e della cultura sono talmente inebrianti da lasciarci senza respiro. Il Liceo Classico oggi è più vivo che mai, per due motivi essenziali: preserva i valori tradizionali che si stanno perdendo e ci insegna a pensare con la nostra testa, contro il pericolo più serio che corre oggi il nostro pianeta. Il conformismo e l’omologazione della società.

Nella foto in primo piano: le accoglienti muse ispiratrici.

Nella seconda foto: una poesia del MeP.

Salvo Grasso

 

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