di Graziella Nicolosi

CATANIA – Sembrava che i toni si fossero placati e invece, negli ultimi giorni, è ripresa in maniera ancora più violenta la polemica fra Confcommercio e la Giunta comunale guidata da Enzo Bianco. In una lettera aperta indirizzata al sindaco e firmata dal presidente del direttivo di As.Com Giovanni Saguto, si legge tutta la delusione dei commercianti per i primi due anni di amministrazione Bianco. “Ci saremmo aspettati ben altro  – scrivono – ed invece registriamo la cronaca di un pesante fallimento. È mancato il confronto, avete fatto confusione, non siete riusciti a risolvere alcun problema, avete creato guai in materia di viabilità sbagliando tutto ciò che era umanamente possibile sbagliare”.

La nota elenca con precisione le contestazioni mosse alla Giunta, rea di “governare una città piena di gravissimi problemi, come la nostra, in maniera così approssimativa”.

Nell’ordine, si parla del regolamento dei dehors, della recente bocciatura da parte del CGA del protocollo d’intesa in materia di impianti pubblicitari, delle norme sul commercio inserite nella variante del centro storico, della tassa sui rifiuti, del bilancio comunale approvato solo grazie alla presenza in aula dei consiglieri di minoranza, delle prese di posizione della Corte dei conti sul bilancio 2013 e perfino della questione “addetti stampa”. E ancora, l’abbattimento del ponte sul nodo Gioeni e la vicenda di corso delle province – via D’Annunzio.

“Non sì è mai parlato – aggiungono i commercianti – di un piano commerciale della città e del piano regolatore del porto: così, ogni tanto, si vede spuntare qualche palazzo in posti che ci lasciano perplessi, mentre resta irrisolta la questione dei parcheggi, sebbene sia acclarato il deficit rispetto agli standard urbanistici previsti per norma (per non dire rispetto al bacino d’utenza extracomunale). Dei parcheggi interrati non si ha notizia mentre un funzionario, sebbene sospeso per ben tre volte, resta al suo posto”.

Confcommercio salva solo l’attività del Consiglio Comunale, che “sta dimostrando voglia di fare, predisposizione al confronto critico e coinvolgimento”. Ma sulla Giunta il giudizio è perentorio: “state facendo di tutto – scrivono – per allontanare i flussi commerciali importanti dal centro storico e state completando l’opera rendendo impossibile la vita e lo sviluppo delle imprese regolari, che pagano le tasse e rispettano le norme. L’Amministrazione ha finora coperto le sue palesi incapacità con un metodo assai antico: panem et circenses, gettando fumo negli occhi con operazioni spot ma senza avere una visione complessiva dei contenuti della città”.

Non si è fatta attendere la replica della Giunta Bianco, che attribuisce la nota di Confcommercio “ad una ristretta parte di commercianti”, visto che “il presidente regionale e quello provinciale dell’associazione hanno chiamato il sindaco per prendere le distanze da certe prese di posizione contenute nella lettera”.

Per il Comune, si registra “un atteggiamento pregiuzialmente ostile da parte di alcuni esponenti dei commercianti, compreso qualche funzionario, forse delusi per non aver ottenuto l’assessorato richiesto in campagna elettorale per uno di loro. Probabilmente da questo nasce il livore di personaggi sempre pronti a stringere accordi per poi rinnegarli, sempre pronti a invocare il confronto per poi pretendere che, calpestando ogni regola della democrazia partecipativa, le imposizioni di qualcuno diventassero legge”.

“Da questo atteggiamento da oppositori politici – continua la nota  – è derivato un clima di grande rissosità che in qualche caso ha persino indirettamente causato, creando un esasperato clima di scontro, problemi di ordine pubblico, come in occasione dell’aggressione di un ciclista ‘reo’ di aver portato musica in una manifestazione, il Lungomare liberato, sgradita alla frangia più oltranzista dei commercianti.  Peraltro, proprio il Lungomare liberato, così come il Castello Ursino liberato, hanno visto crescere progressivamente i consensi degli autentici imprenditori del commercio. Gli stessi che apprezzano e notano con favore come la città sia piena di turisti, le navi da crociera siano ritornate ad attraccare numerose e la reputazione di Catania continui a crescere visibilmente”.

La stoccata finale dell’amministrazione non mancherà di suscitare ulteriori polemiche. Gli autori della nota vengono definiti “un partito-ombra di opposizione, che tradisce la funzione di occuparsi dei problemi della categoria”.  “Se dunque questi commercianti e funzionari vogliono continuare a comportarsi da politici, facciano pure. Ma sappiano che, da questo momento, non rappresentano più una categoria ma un piccolo partito, e che dovranno sottoporsi  dunque alle regole della politica”.

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