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Maurizio Zuccaro

CATANIA − Scende un velo di sospetto su Maurizio Zuccaro rispetto all’omicidio di Luigi Ilardo, consumato la sera del 10 maggio 1996. Tanto è emerso dall’udienza di oggi al  Tribunale di Catania.

Eugenio Sturiale, vicino di casa della vittima all’epoca dei fatti, conserva il ricordo di uomini del gruppo criminale capeggiato da Maurizio Zuccaro, tra i quali Santo La Causa, appostati nei pressi dell’abitazione di Ilardo  pochi giorni prima del delitto. Il fatto fu riferito in via confidenziale dallo stesso Sturiale al sostituto commissario Mario Ravidà, oggi sentito dal pubblico ministero  Pasquale Pacifico, in occasione di un’indagine che nel 2001 lo stesso Ravidà condusse nei confronti di Sturiale. Quest’ultimo vide gli uomini di Zuccaro oppure raccolse l’indiscrezione che poi riferì al sostituto Ravidà? È questo il nodo che l’avvocato Giuseppe Rapisarda, difensore di Maurizio Zuccaro, intende sciogliere già alla prossima udienza, fissata alla fine dell’estate previa sospensione dei termini di prescrizione.

L’impostazione dell’accusa vuole che l’omicidio di Luigi Ilardo sia maturato nell’ambito dei rapporti tra le famiglie mafiose, appena percepirono la sua intenzione di diventare un collaborante.

Flora Bonaccorso

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