CATANIA – Una vero e propria organizzazione criminale che gestiva il furto, la ricettazione e, in alcuni casi, la restituzione delle auto rubate in città. Un’organizzazione, tollerata dai boss catanesi, con propaggini in provincia di Enna e Agrigento. L’attività illecita, sulla quale la Questura di Catania ha iniziato ad indagare nel 2011, è stata stroncata stamattina con esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa in data 2 marzo 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di  28 persone, traendo in arresto:

CACIA Francesco, (cl. 1982), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari; CADIRI Daniele, (cl. 1982), inteso “Padre Pio”, pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari; CATANIA ELIO, (cl. 1967), pregiudicato, già detenuto;  FAMA’ Maurizio, (cl. 1979), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari; FIORENZA Vittorio, (cl. 1981), inteso “Pesce”, pregiudicato, già detenuto; GIARRUSSO Davide, (cl.1977) “’A Lalla”, pregiudicato, già detenuto; LA MARTINA Benedetto Giuseppe, (cl. 1962), inteso “Pippuzzu o Pippo”,  pregiudicato; MACCARRONE Davide, (cl. 1976), inteso “Talebano”, pregiudicato;  MAGLIUOLO Michael Giuseppe, (cl. 1992), pregiudicato; MUNI Agatino, (cl. 1982), pregiudicato; PALAZZOLO Giuseppe, (cl. 1966), inteso “Macchinetta”, “Pippu de Machini”, Pippu ca’ lenti”,  pregiudicato; PETRALIA Gaetano, (cl. 1979), inteso “’u nanu” pregiudicato, già detenuto; PRESTANDREA Massimo Salvatore, (cl. 1974), pregiudicato;  RAINERI Daniele, (cl. 1974), inteso “Pesciolino”, pregiudicato. RECCA Angelo Jonathan, (cl. 1987), pregiudicato;
SALICI Giuseppe Alessio, (cl. 1984), pregiudicato; SANTONOCITO Antonino, (cl. 1967), inteso “Nino Trippa”, pregiudicato; SCORDINO Carmelo Salvatore, (cl. 1978), pregiudicato, già detenuto. E, ancora:  CADIRI Davide, (cl. 1976), inteso “Tedesco”, pregiudicato, ; CAMPOFIORITO Giacomo, (cl. 1977), pregiudicato,; FIORENZA Luca, (cl. 1993), pregiudicato; GANGEMI Pietro, (cl. 1959),  inteso “Petru ‘u latru”, pregiudicato; MUNZONE Francesco, (cl. 1977), pregiudicato, tratto in arresto a Napoli, TROVATO Alessandro, (cl. 1963), con precedenti di Polizia; VIGLIANESI Luciano, (cl. 1976), pregiudicato, già detenuto; ZUCCARA’ Massimo, (cl. 1971), per i quali  sono stati disposti gli arresti domiciliari,

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata ai furti, ricettazione, riciclaggio ed estorsione.

La predetta misura accoglie gli esiti di un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania e condotta dalla Sezione Reati contro il Patrimonio con il rilevante ausilio di servizi tecnici, che ha consentito di individuare quattro distinte associazioni criminali, radicate in altrettanti rioni cittadini, segnatamente Picanello, Cibali, Trappeto-Balatelle e Cappuccini, dedite ai furti di autovetture, funzionali alla commissione di altri reati che spaziano dalla ricettazione dei veicoli, al riciclaggio degli stessi o di parti di essi, sino alle richieste estorsive nei confronti dei proprietari per ottenere la restituzione del bene depredato, c.d. “cavallo di ritorno”.

In buona sostanza, il furto dei veicoli, in taluni casi era finalizzato ad ottenere una somma di danaro  estorta ai proprietari per la restituzione del mezzo (dai 500 ai 1.000 euro) , che veniva divisa tra chi ricercava l’autovettura (ovvero i soggetti a cui si rivolgeva, direttamente o tramite terzi, la malcapitata vittima del furto) e coloro che la detenevano o, in alternativa, erano in grado, comunque, di reperirla.

Le indagini hanno evidenziato che queste “squadre”, sebbene autonome, risultavano agire secondo una “rete” relazionale basata sulla conoscenza reciproca dei singoli accoliti dei diversi gruppi, sull’interscambio di informazioni – attraverso un lessico convenzionale comune  – ed anche dei mezzi di esecuzione dei reati.

E’ stata, quindi, accertata l’esistenza di un vero e proprio “sistema”, operativo in questo capoluogo con ramificazione in comuni dell’hinterland nonchè della provincia di Enna, località quest’ultima dove avveniva il riciclaggio.

Complessivamente sono stati contestati 21 episodi di estorsione, 53 di ricettazione e 3 furti. Due destinatari della misura restrittiva si sono resi irreperibili e sono attivamente ricercati. Espletate le formalità di rito, i primi diciotto sono stati associati presso il carcere di piazza Lanza, mentre i restanti sette sono stati sottoposti alla misura della custodia domiciliare a disposizione dell’A.G.

Scrivi