Fabio Cantone

Fabio Cantone

Francesco Di Modica

Francesco Di Modica

Salvatore Maurizio Buzza

Salvatore Maurizio Buzza

Carmelo Scuderi

Carmelo Scuderi

Salvatore Tiralongo

Salvatore Tiralongo

Avdyl Cucka

Avdyl Cucka

Antonino Varisco

Antonino Varisco

Angelo Provvidenti

Angelo Provvidenti

La Polizia della Squadra Mobile di Catania, all’alba di questa mattina, ha fatto scattare l’operazione “Dirty Money” su delega della locale Procura Distrettuale Antimafia di Catania e con la collaborazione della Squadra Mobile di Pavia. Sono state eseguite 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di: Fabio Cantone (28 anni), Francesco Di Modica (pregiudicato di 33 anni), Salvatore Maurizio Buzza (51 anni), Carmelo Scuderi (pregiudicato di 54 anni), Salvatore Tiralongo (pregiudicato di 40 anni arrestato a Pavia), Avdyl Cucka alias Avdyl Gugka (50 anni), Antonino Varisco (pregiudicato di 50 anni già detenuto per altra causa) e Angelo Provvidenti (72 anni), perché ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni dell’art. 416 bis del codice penale.
Il provvedimento raccoglie gli esiti di un’attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica a seguito della denuncia presentata il 10 luglio 2014 dal titolare di una tabaccheria di un paese pedemontano vittima di usura da oltre 15 anni e costretto, in via continuativa e attuale, a pagare interessi sul denaro prestato in attesa di restituire il capitale e in altri casi a pagare denaro da imputare a quest’ultimo secondo un piano di rientro stabilito.
Le investigazioni di tipo tecnico hanno permesso di appurare cinque distinti episodi di prestiti usurari con richieste di restituzione delle somme capitali con tassi di interesse fino al 120% annuo. Sebbene apparentemente gli indagati, salvo alcune ipotesi di concorrenza nel reato, siano in linea di massima “autonomi” essi risultano quasi tutti collegati tra loro in una sorta di “contiguità” che li rende, ad onta dello stato di formale incensuratezza, avamposti di un circuito criminale unico contiguo all’organizzazione mafiosa.
Inoltre sono stati contestati tre distinti episodi estorsivi, in cui gli autori, facendo leva sulla propria influenza e persuasività derivante dalla contiguità alla cosca Santapaola – Ercolano, presentandosi alla vittima come intermediari sollecitavano la persona offesa a pagare il debito residuo nei confronti degli usurai. In particolare, è stato riscontrato che uno dei destinatari del provvedimento, Antonino Varisco, avendo appreso dalla vittima che aveva subito numerose rapine ad opera di ignoti si presentava come “amico buono” e prospettava che, ove non avesse versato somme di denaro alle organizzazioni mafiose del territorio, non avrebbe potuto beneficiare della loro protezione e dunque la sua attività commerciale avrebbe continuato a subire rapine, costringendo l’esercente a versare la somma mensile di 500 euro in contanti o mediante ricariche postepay. Altri due tentativi di estorsione aggravata sono stati contestati a Salvatore Maurizio Buzza e a Salvatore Tiralongo, genero del più noto Piero Puglisi (57 anni) pregiudicato condannato all’ergastolo e già appartenente al disarticolato clan “Malpassotu” transitato tra le fila dell’organizzazione Santapaola – Ercolano. I due, al fine di procurarsi la restituzione del capitale e degli interessi usurai, minacciando l’incolumità della vittima in particolare alludendo alla riferibilità del credito usurario ad organizzazioni mafiose ed alle ritorsioni che gli esponenti di tali organizzazioni avrebbero potuto adottare ai suoi danni in caso del mancato pagamento delle rate scadute, in ragione dell’indisponibilità di tali somme per le esigenze del clan, quali il sostentamento dei detenuti e delle loro famiglie, compivano atti idonei a costringere l’esercente a versare rispettivamente le somme di 20 mila e 600 euro e di 4350 euro ad estinzione dei rispettivi debiti.

La Cgil di Catania plaude all’operazione della Procura distrettuale antimafia di Catania e della polizia, per l’arresto di otto persone che, grazie alla loro contiguità con il clan Santapaola-Ercolano, prestavano denaro a tassi usurai e organizzavano estorsioni. “Il sindacato crede fermamente che operazioni come queste siano fondamentali per il recupero della legalità nel territorio catanese. L’azione di magistratura e forze dell’ordine, unita alle azioni civiche di sensibilizzazione che da sempre la Cgil porta avanti, sia a livello nazionale che territoriale, sono necessarie affinché venga sradicato il ricatto dello strozzinaggio criminale”.

Queste le parole di Giovanni Saguto presidente dell’Associazione Commercianti Catania e di Francesco Sorbello vicedirettore provinciale Confcommercio: “Colleghi non fatevi schiacciare, non fatevi rubare dignità e soldi da usurai ed estortori. La storia dimostra che lo Stato c’è e che, con il formidabile lavoro di forze dell’ordine e magistrati, è ben più forte dei criminali, di questi sciacalli che tentano di estorcere soldi e di annullare la dignità e la serenità degli imprenditori. Denunciare subito è l’unica strada possibile, quella vincente. Ed in questa strada non sarete mai soli: l’Associazione Commercianti – Confcommercio Catania, con le sue associazioni antiraket, ha accompagnato e sostenuto decine di colleghi che hanno trovato la determinazione di opporsi, colleghi che abbiamo sostenuto in ogni passo, colleghi che solo denunciando si sono liberati di un enorme peso ed hanno riacquistato serenità. .Anche in questa occasione le forze dell’ordine e la magistratura hanno dimostrato la qualità del loro lavoro. Condurre un’impresa è di per se già un’attività ardua: non dobbiamo mai permettere che delinquenti e sciacalli si intromettano nelle nostre attività, che addirittura con i nostri stessi soldi possano diventare persino nostri concorrenti. In Confcommercio troverete sempre l’aiuto necessario e nelle forze dell’ordine lo strumento per vincere contro questi criminali”.

A.F.

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