La Guardia di Finanza di Catania ha portato a termine l’operazione “Reaping” scovando una truffa ai danni dell’Unione Europea per ottenere contributi agricoli, arrestando 9 persone, indagandone 57 complessivamente e sequestrando beni per circa 3 milioni di euro.
I militari del Comando Provinciale, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Caltagirone Ettore Cavallaro su richiesta del Procuratore della Repubblica Giuseppe Verzera e del Sostituto Procuratore Ilaria Corda, hanno arrestato conducendoli ai domiciliari 9 soggetti per associazione a delinquere finalizzata all’illecita percezione di aiuti comunitari all’agricoltura.
Nel complesso sono state denunciate 57 persone tra cui interi nuclei familiari in alcuni casi collegati con esponenti di spicco della criminalità organizzata che, dal 2009 al 2014, hanno percepito indebitamente oltre 2 milioni e 700 mila euro di contributi.
Tra gli arrestati anche i responsabili di tre Centri di Assistenza Agricola (CAA) che hanno omesso di eseguire i previsti controlli sulle domande presentate, attestandone falsamente la regolarità e agevolando la commissione delle frodi da parte dei percettori dei contributi. I finanzieri hanno anche eseguito provvedimenti di sequestro di immobili, terreni, autoveicoli, quote societarie e denaro per garantire il recupero delle somme indebitamente percepite dagli indagati. Questi i nomi dei responsabili: Gianluca Faranda, 33enne di Tortorici; Giuseppe Natale Spadaro, 59enne di Galati Mamertino; Orazio Acciarito 43enne di Vizzini; Davide Faranda, 31enne di Tortorici; Ivan Settimo Faranda, 29enne di Sant’Agata di Militello; Mario Oliva, 50enne di Vizzini; Maria Rosita Conti Taguali, 37enne di Caltagirone; Liliana Giuseppina La Ferlita, 32enne di Vizzini e Sebastiano Licciardino, 64enne di Militelli in Val di Catania.
Le indagini condotte dalla Compagnia di Caltagirone, durate circa un anno, rappresentano il seguito dell’operazione “Terra Bruciata” conclusa nel mese di maggio 2014 con l’esecuzione di 13 misure cautelari personali e con il sequestro di 1 milione e 500 mila euro di contributi illecitamente percepiti. Questa indagine era scaturita da una denuncia presentata dal proprietario di un terreno che, rivoltosi a un Centro di Assistenza Agricola per presentare la domanda di aiuti per l’agricoltura, aveva scoperto che il suo fondo era già stato
destinatario di incentivi. Le attività delle Fiamme Gialle calatine si sono concentrate sul controllo di centinaia di
beneficiari dei contributi e hanno consentito di appurare la presenza di un gruppo affaristico-criminale ben organizzato, che si avvaleva di una fitta rete di complicità da parte di operatori dei Centri di Assistenza Agricola, i quali, anziché svolgere le proprie funzioni di consulenza e controllo, erano parte integrante del sistema fraudolento. Gli indagati, infatti, dapprima interrogavano le banche-dati dei centri alla ricerca dei terreni non ancora utilizzati per l’ottenimento degli aiuti. Acquisite le informazioni necessarie procedevano a redigere falsi contratti di affitto o di comodato di tali terreni con soggetti del tutto ignari e, in alcuni casi, addirittura deceduti, intestandoli a persone compiacenti. I responsabili dell’organizzazione, infatti, si premuravano di reclutare individui
(tutti indagati) che, dietro un corrispettivo di 1000 euro consegnavano copia dei propri documenti di riconoscimento necessari per le istanze di accesso ai finanziamenti.
Tra le particelle impropriamente utilizzate, oltre a quelle di privati cittadini, anche quelle di proprietà dello Stato, del Demanio della Regione Siciliana e di numerosi enti locali in varie province siciliane che, ovviamente, non avevano mai concesso l’uso di tali fondi agricoli. Emblematico è il caso di alcuni terreni della Diocesi di Agrigento e del Consorzio Sviluppo Industriale di Gela.
Al fine di mascherare la frode, inoltre, i terreni venivano trasferiti di anno in anno da un indagato all’altro, attraverso cessioni incrociate, in modo da non far risultare lo stesso beneficiario per il medesimo fondo agricolo. In alcuni casi è stata anche appurata la falsificazione della firma dei capi area tecnica di alcuni comuni sui contratti di cessione dei terreni di proprietà degli enti locali.
Nel corso dell’indagine è stato accertato che il sodalizio criminale aveva presentato anche per l’anno 2015 domande di pagamento di contributi all’Agea per circa un milione di euro, relativamente alle quali sono state avviate le procedure per il blocco dell’erogazione.

A proposito dell'autore

Giornalista free lance - Educatore dell'infanzia

Comincia la sua carriera giornalistica scrivendo per il giornalino del liceo scientifico che frequenta. Entra a far parte della redazione catanese del Giornale di Sicilia, da cui non si è mai separato, nel 2005. Primo articolo ufficiale realizzato il 23 ottobre 2005 (a 19 anni ma il 31 ottobre sarebbero stati 20) per la gara di calcio di Prima categoria Calatabiano - Victoria 1-0. Dopo anni di studio e sacrifici ottiene la laurea in "Educatore dell'infanzia" nel 2013. Attualmente collabora anche con gds.it, con HercoleTv e con il mensile Il Cittadino Libero. Ama il cinema, i concerti, i viaggi e la buona musica. Ha visitato tutta la Sicilia, Malta, il Salento, Roma, Venezia, Milano, la Romagna, Firenze, Pisa, Lucca, Ascoli, Varese, Aosta, Caserta, Napoli, Perugia, Parigi, Barcellona, Basilea, Ginevra e Lugano. Lo sport in generale è la sua passione ma specialmente il calcio, la pallavolo, il basket e l'atletica leggera. Inoltre segue costantemente la cronaca nera, bianca e la politica.

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