CATANIA – Dare la possibilità a famiglie, condomini, pensionati, scuole e associazioni di coltivare ortaggi e frutta e al contempo dar vita a un parco urbano sempre più grande. Questa la finalità della delibera contenente le norme per l’individuazione e la gestione delle aree da destinare agli orti urbani proposta dagli assessori al Decoro Urbano Salvo Di Salvo e al Verde Rosario D’Agata e approvata dalla Giunta comunale di Catania.
“L’idea – ha spiegato il sindaco Enzo Bianco – è ispirata al concetto della sostenibilità ambientale ed era inserita nel nostro programma Catania +10. Partiremo già nelle prossime settimane con un progetto pilota. È stata individuata a Librino la prima area di circa tre ettari e mezzo. Se ne ricaveranno i primi lotti da assegnare a persone che potranno risparmiare coltivando loro stessi frutta e verdura. Si raggiungerà inoltre il fine educativo di avvicinare i giovani alla natura e alla terra creando spazi verdi in cui organizzare esposizioni di sculture e altri eventi culturali con la collaborazione di scuole, accademie, università, associazioni accrescendo il decoro urbano”.
Per ogni orto – la cui assegnazione avrà durata quadriennale con possibilità di rinnovo – sarà pagato un canone annuo che sarà stabilito dal Comune. Gli orti devono essere coltivati direttamente dagli assegnatari o dai loro familiari, senza manodopera retribuita. L’Amministrazione fornirà ogni lotto di un punto acqua per l’irrigazione e gli assegnatari potranno acquistare a prezzi agevolati piantine, bulbi, sementi, fertilizzanti e antiparassitari naturali. Negli orti non sarà consentito rimanere nelle ore notturne, tenere animali da compagnia o da allevamento e accendere fuochi o braci.
“I lotti per gli orti sociali – ha affermato l’assessore Di Salvo -, riservati a pensionati e a persone in condizioni di disagio sociale, così come quelli per le famiglie non saranno più grandi di 200 metri quadrati. Le aree più vaste saranno quelle per i condominii, in cui, in rapporto al numero di famiglie che ne fanno richiesta, potranno essere assegnati più appezzamenti vicini fino a un massimo di 4.000 metri quadrati. Per gli orti didattici, in cui si svolgeranno attività teoriche e pratiche per bambini, adolescenti e giovani, potranno essere assegnati lotti limitrofi sino a un massimo di 2000 metri quadrati. Stesso sistema per gli orti riservati alle associazioni, dedicati alla produzione di frutta, ortaggi a sostegno di progetti di formazione-lavoro per inoccupati e disoccupati o a sostegno della riabilitazione piscofisica. La commercializzazione è ammessa solo per coprire i costi dei progetti di formazione-lavoro”.
“Con questo progetto – ha aggiunto l’assessore D’Agata – valorizzeremo degli spazi incolti sottraendoli al degrado e favoriremo la produzione alimentare biologica con metodi di coltivazione rispettosi dell’ecosistema. Sulle aree assegnate, infatti, non potranno essere svolte attività diverse dalla coltivazione biologica e senza diserbanti, antiparassitari e fitofarmaci, di ortaggi e frutta siciliani e italiani, senza ogm e rispettando la stagionalità dei prodotti. Ogni assegnatario dovrà fare la raccolta differenziata. La formazione iniziale per l’avvio delle coltivazioni e il successivo tutoraggio saranno curati dalla Direzione Ambiente e con la collaborazione delle associazioni dell’agricoltura e di altri enti pubblici”.
Un’apposita Commissione individuata dalla Direzione Ecologia avrà il compito di redigere, oltre quelli già individuati a Librino e pronti a partire, l’elenco di tutti i terreni di proprietà dell’Amministrazione da destinare a orti urbani – spazi verdi o aree pubbliche incolte – e che saranno divisi in lotti. Lo stesso organismo avrà il compito di elaborare un bando pubblico – affisso per un mese all’albo pretorio e pubblicato anche on line – e poi stilare una graduatoria, per ogni categoria di orto, assegnando i lotti. La stessa commissione si occuperà di controllare che gli assegnatari rispettino le regole.

 

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