Il vice presidente della II Municipalità, Alessandro Campisi, sottoscrive una mozione e chiede l’istituzione di un tavolo tecnico per trovare una soluzione all’allagamento dei quartieri.

di Alberto Molino

CATANIA – La città, ancora una volta, si è trovata impreparata all’avvento delle piogge. In particolare, alcuni quartieri (Picanello, Ognina, Barriera, Canalicchio), appartenenti alla II Municipalità, sono stati letteralmente inondati. La causa è da cercare, per l’ennesima volta, nel cattivo funzionamento del sistema di deflusso  delle acque che, non potendo essere smaltite dai tombini intasati, hanno allagato marciapiedi, botteghe e causato disagi ai residenti nelle abitazioni al livello della strada. Soltanto dopo innumerevoli proteste, il vice presidente della II Municipalità, Alessandro Campisi, con il supporto dei consiglieri Adriana Patella e Giuseppe Russo, ha presentato una mozione negli uffici dell’Amministrazione comunale per chiedere «interventi radicali e definitivi».

Ciò che i funzionari circoscrizionali si sono preoccupati di far presente a Bianco è, soprattutto, la difficoltà dello scorrimento automobilistico lungo le arterie di Ognina e Picanello, durante le precipitazioni. Tombini intasati o parzialmente ricoperti dal rifacimento del manto stradale, banchine troppo basse e il sistema fognario in tilt non permettono una normale viabilità in queste zone; a regnare, ogni qualvolta si verifica un temporale, è il caos.

«Piazze e slarghi di questa frazione di Catania, col sopraggiungere della stagione delle piogge, si trasformano ogni anno in laghi e fiumi artificiali. Dopo il caldo di agosto e settembre, i nubifragi mettono in ginocchio l’intero rione» ha dichiarato, in un comunicato stampa, Campisi. Ciò che il vice presidente chiede, dunque, è la costituzione di un tavolo tecnico al fine di redigere una mappa delle caditoie e dei chiusini, in modo tale da avere al più presto un’idea del problema e, forse, trovare una soluzione.

Alberto Molino

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