di Graziella Nicolosi

Era il marzo 2013, sulla poltrona più alta di Catania sedeva ancora il sindaco Raffaele Stancanelli. Con una grande festa e la partecipazione di tantissimi cittadini, curiosi di toccare con mano il risultato di tre mesi di lavori, veniva inaugurata la nuova piazza Abramo Lincoln, frutto di una sponsorizzazione offerta dalla pasticceria C&G che proprio lì ha la sua sede. Bastò poco per accendere le polemiche: molti, che già avevano storto il naso di fronte all’idea di una possibile “speculazione” da parte dell’attività commerciale, denunciarono la mancanza di alcuni standard di sicurezza nella nuova piazza e scelte discutibili in tema di verde pubblico.

Il Comune e soprattutto i titolari della pasticceria si difesero, facendo notare che la zona prima versava in condizioni di estremo degrado, e ora veniva finalmente riconsegnata ai cittadini, offrendo loro anche uno spazio giochi per bambini, un’altalena per i portatori di handicap e perfino un’area per gli amici a quattro a zampe. A presidiare il tutto, un moderno sistema di videosorveglianza.

Le discussioni continuarono per giorni, e poi si spensero del tutto, anche perché la famiglia Comis, titolare di C&G, annunciò alcune modifiche “in corsa” rispetto al progetto iniziale. D’altronde, gli imprenditori avevano agito nel pieno rispetto delle regole, avendo solo partecipato ad un bando comunale in cui si ricercavano “volontari” per finanziare il progetto di riqualificazione dello spazio pubblico in questione, assicurando loro la possibilità di fruirne per scopi pubblicitari. Pratica, questa, sempre più diffusa in un contesto in cui le amministrazioni comunali sono a corto di risorse, e attuata con successo in parecchie città d’Italia.

A distanza di un anno e mezzo su piazza Lincoln si riaccendono i riflettori. Con un duro comunicato stampa, infatti, il movimento “Catania bene comune” denuncia che saranno spesi ben 70mila euro per una nuova riqualificazione dell’area.

La nota riporta un provvedimento emesso il 7 ottobre scorso dal dirigente del comune di Catania Corrado Persico, in cui si spiega che “l’intera area perimetrale necessita di un adeguato intervento di manutenzione” e che “si rende necessario realizzare i lavori in breve arco temporale per evitare in via continuativa disagi alla cittadinanza e rendere fruibile al meglio la piazza Abramo Lincoln”.

Una beffa, anzi, “una barzelletta”, secondo “Catania bene comune”, che fa notare come strida il contrasto fra la piazza appena restaurata (e che “si rifà nuovamente il look”) e il resto della città, in cui mancano i soldi perfino per tappare le buche sulla sede stradale.

La nota conclude ironicamente ipotizzando un trasferimento in massa dei cittadini catanesi a piazza Abramo Lincoln, “visto che lì la mancanza di risorse non è un problema e i soldi si trovano sempre, anche per opere inutili”.

A stretto giro di posta è arrivata la replica dell’amministrazione comunale, che sottolinea due cose: il fatto che i lavori non riguarderanno la parte centrale della piazza (già sistemata dallo sponsor), ma l’area perimetrale, e che si tratta di risorse finanziate dal Ministero e vincolate a questo scopo. Vengono spiegati nel dettaglio gli interventi previsti: eliminazione dell’isola in cemento a ovest dell’area della piazza (dove un tempo si trovava un rifornimento di benzina) e sistemazione del marciapiede, anche con la realizzazione di scivoli per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Gli stessi accorgimenti riguarderanno i marciapiede a nord, a sud e a est rispetto all’area centrale della piazza.

“Sarebbe bastato chiedere – conclude l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Catania Luigi Bosco – e avremmo immediatamente chiarito tutti i dubbi su questo intervento che sarà attuato con fondi vincolati del Ministero. Se questo fosse stato fatto, il tentativo di sollevare sul nulla un altro polverone si sarebbe spento sul nascere”.

Vedremo se, anche stavolta, la questione riserverà un’ulteriore coda polemica.

 

 

 

A proposito dell'autore

È nata e cresciuta a Catania, ma il suo posto delle fragole è Roma. Ama: i quadri, i tulipani e i dolci, specie al pistacchio. Odia: i film dell’orrore, la gente maleducata e le istruzioni dei gadget tecnologici (qualcuno la aiuti a decifrarli, please!). Pensa sempre più del dovuto e riempie la gente di domande. Si annoia facilmente, tranne quando legge. Per questo, vorrebbe un mondo con più edicole e più librerie.

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